III DOMENICA DI QUARESIMA

POLICLINICO DI MILANO - 15 MARZO

«Questi sono i giorni della grande libertà, seguendo la parola di Gesù»

L’Arcivescovo, ha presieduto la Celebrazione eucaristica, a porte chiuse, presso la chiesa di San Giuseppe, interna al Policlinico. «Viviamo la prossima settimana come un momento intenso di preghiera», ha detto, ricordando la recita del Rosario, il 19 marzo alle 21.00, indicata dalla Cei».

I GIORNI DELLA GRANDE LIBERTÀ

Omelia dell'Arcivescovo Mario Delpini

1. Viene il tempo della “grande libertà”.

Si vive spesso il tempo delle piccole libertà, di quelle scelte che occupano molto, ma valgono poco o niente. Le piccole libertà sono quelle che rientrano nel capitolo “faccio quello che voglio”: si giocano nelle scelte da fare tra i prodotti in vendita, scelgo quello che mi piace di più; le piccole libertà si giocano nelle cose di tutti i giorni e amano il grigiore, forse persino la confusione, là dove si immagina che una scelta non sia né buona né cattiva; le piccole libertà talora si giocano anche in momenti più importanti e anche le scelte che contano molto possono addurre motivazioni che valgono poco: “me la sento”, “non me la sento”; “mi piace”; “non mi piace”.

Le piccole libertà sono proprie di chi si sente sicuro, a torto o a ragione, non so. “So di essere vivo, sto bene, so chi sono, la mia vita non dipende dalle scelte che faccio. Posso fare e disfare, tanto sono sempre io, sono sempre vivo, vivo del mio”.

Ma viene anche il tempo della grande libertà. La grande libertà è quella che si trova davanti al bivio, là dove si decide della vita e della morte; la grande libertà è intelligente, consapevole: avverte il peso decisivo della scelta; la grande libertà, pur abitando il chiaroscuro, il grigio del quotidiano, la confusione delle chiacchiere, la piazza dove si entra gratis e ciascuno dice la sua, gratis e senza impegno, prende in mano la vita e ne decide il senso.

2. La grande libertà dei Giudei che gli avevano creduto.

I Giudei che avevano creduto in Gesù sono illuminati dalla sua parola a interpretare il momento della grande libertà: conoscerete la verità e la verità vi farà liberi. Ma gli interlocutori di Gesù sanno già la verità, sanno già di chi sono figli, hanno già deciso chi sono e dove sono diretti. Che cosa pretende Gesù? La verità che conoscono è quella della evidenza indiscutibile: siamo tutti destinati a morire. È morto Abramo. Sono morti i profeti. Dobbiamo morire tutti. Protestano contro Gesù: vogliono tenersi la loro verità, la loro persuasione. Non c’è nessuna grande libertà, non c’è nessuna alternativa. Non c’è nessun bivio decisivo nella vita. La strada è già segnata: porta inevitabilmente alla morte.

3. La grande libertà che Gesù offre.

Gesù mette a rischio la sua vita, perché vuole offrire la via della vita. Offre a chi l’ascolta la possibilità della grande libertà: potete scegliere oggi, tra la vita e la morte. Se uno osserva la mia parola non vedrà la morte in eterno. La grande libertà si rivela possibile solo se è offerta la grazia credibile, l’alleanza affidabile, la promessa che può essere sperata. 

Voi potete vivere, vivere in eterno, vivere della vita dei figli di Dio, vivere nella libertà di chi è stato liberato dal peccato, vivere nell’affidamento alla misericordia di Dio.

4. Sono questi i giorni della grande libertà?

La situazione drammatica che si è creata in questa nostra terra può indurre a inseguire ogni minuzia, ogni informazione che sia resa disponibile, allo scopo di rassicurare o di spaventare, di confondere o di fare chiarezza. Siamo disposti ad ascoltare di tutto, a vedere di tutto, a credere a tutto. Forse abbiamo nostalgia delle piccole libertà, delle scelte che non impegnano troppo, della normalità confusa in cui si parla, si vive, si pensa, di agisce, gratis e senza impegno. 

Ma la celebrazione della Quaresima, l’avvicinarsi della Pasqua si propone agli uomini e alle donne “che avevano creduto in lui”, come l’annuncio dei giorni della grande libertà. Sperimentiamo la frustrazione dell’impotenza, la trepidazione dell’incertezza, lo smarrimento delle previsioni. La brutta sensazione di vedere tutto incerto e tutto vacillante può essere motivo di angoscia. Ma chi incontra Gesù, chi ascolta la sua parola, chi non si arrocca nella presunzione di aver creduto, ma si dispone a credere, riceve la promessa, può ascoltare l’invito: questi sono i giorni della grande libertà! Chi osserva la mia parola non vedrà la morte in eterno. Scegliete la vita. Fidatevi di Dio. 

Imparate da Gesù che cosa sia la vita o la morte, imparate da Gesù che cosa sia essere servo o essere figlio, dire la verità o la menzogna.

Sono i giorni della grande libertà.

fonte chiesadimilano.it

Sabato 26 e Domenica 27 settembre 2020

⇒ Si ricorda che Domenica 27 settembre la s. Messa delle ore 10.30 è riservata alla celebrazione della Prima Comunione. Viste le limitazioni imposte dalle norme antiCovid, saranno ammesse alla celebrazione solo le famiglie dei bambini comunicandi; i consueti partecipanti sono perciò invitati a scegliere un altro orario per la Messa domenicale.

Martedì 29 settembre alle 18.30 nel salone dell’oratorio si terrà la riunione della commissione Carità a cui sono invitati anche i membri del gruppo missionario.

Giovedì 1 ottobre: riunione di preparazione alla Cresima per gli appartenenti al Gruppo “A”: alle 18 i ragazzi, alle ore 18.30 i genitori.

Domenica 4 ottobre alla s. Messa delle ore 10.30 la comunità parrocchiale saluterà don Arthur, in partenza per la sua Diocesi in Zambia.

 

Segui la diretta delle celebrazioni sul canale della Parrocchia

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"DIO, NON LASCIARCI IN BALIA DELLA TEMPESTA"

Venerdì 27 marzo 2020, Papa Francesco ha presieduto uno storico momento di preghiera sul sagrato della Basilica di San Pietro con la piazza vuota, ma seguito dai cattolici di tutto il mondo, sempre più minacciato dalla diffusione del Covid-19. “Signore, benedici il mondo, dona salute ai corpi e conforto ai cuori", sappiamo "che Tu hai cura di noi”, ha detto prima dell'adorazione del Santissimo Sacramento e della Benedizione Urbi et Orbi, alla quale è stata annessa la possibilità di ricevere l’indulgenza plenaria.
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INCONTRO VIRTUALE DI DOMENICA 29 MARZO

LE TRE PAROLE DI DELPINI AI CRESIMANDI

Domenica 29 marzo l'Arcivescovo Mario Delpini avrebbe incontrato i Cresimandi allo Stadio Meazza. L’Arcivescovo Mario Delpini ha voluto incontrare spiritualmente i ragazzi, registrando per loro un messaggio che diventa un invito a tre piccoli compiti in base a tre parole che danno il senso delle giornate che stiamo vivendo, chiusi in casa, spiegate in modo semplice, diretto e simpatico ai Cresimandi 2020. Quelli per cui l’Incontro allo Stadio Meazza viene spostato per pandemia.


Video completo dell’Arcivescovo ai ragazzi della Cresima

PRETI 2020, A SERVIZIO DELL'UMANITÀ IN UN TEMPO NUOVO

Rimandate a causa della pandemia, le ordinazioni presbiterali saranno presiedute in Duomo alle 9 dall’Arcivescovo. Un rinvio che ha dato modo ai 22 candidati di approfondire il senso della loro scelta e il significato del ministero che stanno per intraprendere.

Negli annali della Chiesa di Milano verrà ricordata come la classe della pandemia, eppure di davvero “virale” nella storia vocazionale e nelle vite dei 22 candidati al sacerdozio c’è la passione contagiosa per Gesù e la voglia di testimoniarlo «Perché il mondo creda», come recita il loro motto.

Una passione coltivata e fortificata nelle lunghe settimane di lockdown, quando non si poteva essere comunità e gli incontri e gli ultimi esami (tra cui il famoso “Moralone” che abilita alla Confessione) si svolgevano a distanza, sulle piattaforme on line.

Per motivi di sicurezza, la loro ordinazione è stata spostata da giugno al 5 settembre, nella solenne celebrazione nel Duomo di Milano, presieduta dall’arcivescovo monsignor Mario Delpini a partire dalle 9.

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«INFONDA DIO SAPIENZA NEL CUORE»

Infonda Dio sapienza nel cuore. Si può evitare di essere stolti è la proposta pastorale dell’Arcivescovo, monsignor Mario Delpini, per l’anno 2020-2021.

L’invito, rivolto a tutti i fedeli ambrosiani, è anzitutto quello di far emergere le domande più profonde e inquietanti che questo tempo di pandemia ha suscitato nel cuore delle comunità cristiane della Diocesi. Ma domandare non basta.

Così le domande possono diventare l’occasione per avviare un’accorata invocazione del dono della sapienza che viene dall’alto. Atteggiamento di ascolto e intensamente orante non scontato, dovendo mettere mano per tempo a comprensibili previsioni e programmazioni pastorali. «Non è più tempo di banalità e di luoghi comuni, non possiamo accontentarci di citazioni e di prescrizioni. È giunto il momento per un ritorno all’essenziale, per riconoscere nella complessità della situazione la via per rinnovare la nostra relazione con il Padre», scrive infatti l’Arcivescovo.

testo scaricabile in pdf

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Celebrazione della S. Messa (senza concorso di popolo) di martedì 31 marzo 2020.

Al termine della celebrazione di mercoledì 25 marzo, festa dell'Annunciazione, i sacerdoti della parrocchia hanno intonato il Salve Regina.

Riportiamo un estratto della celebrazione tenutasi in parrocchia nella Domenica di Pasqua (senza concorso di popolo).

 

Don Massimiliano si rivolge ai parrocchiani durante l'omelia

 

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