IV DOMENICA DI QUARESIMA

SACRA FAMIGLIA - 22 MARZO

«In questo momento desolante, con la certezza dello spirito consolatore di Dio, impariamo da Gesù»

Nella Celebrazione eucaristica, svoltasi presso l’Istituto Sacra Famiglia, l’Arcivescovo ha annunciato che, il 25 marzo in Duomo alle ore 11.00, presiederà una Messa in suffragio di tutti i defunti di questo periodo. Istituito anche il Fondo “San Giuseppe” per chi ha perso il lavoro.

«Non poter stare vicino a coloro che muoiono e ai familiari che soffrono è veramente straziante: noi credenti abbiamo soltanto la consolazione della certezza della comunione dei santi, che non è necessariamente espressa dall’abbraccio, dal gesto o dalla vicinanza fisica. Voglio che tutti coloro che hanno avuto un lutto in famiglia si sentano ricordati dall’Arcivescovo, dalla Chiesa ambrosiana in questo momento veramente desolante. Continuiamo ad avere la certezza della presenza del consolatore, lo Spirito di Dio, che ci fa vedere quello che i nostri occhi non sanno vedere».

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LE DOMANDE E LA DECISIONE DELLA FEDE
Omelia dell'Arcivescovo Mario Delpini
1. Giorni di domande.
 
Dove c’è una donna, dove c’è un uomo, ci sono anche domande: è il segno che non siamo una ruota in un ingranaggio, che non siamo una comparsa insignificante in un universo senza senso. Ci sono domande. Questo tempo, più di altri, è popolato di domande, si ripetono, si rivolgono a quelli che sanno rispondere e a quelli che rispondono senza sapere. Le domande ritornano come ossessioni, dicono lo smarrimento, la paura, il bisogno di rassicurazione, l’invocazione di una certezza in un marasma
confuso.
Domande e domande: perché questa epidemia? da dove viene? Come si diffonde? Potrò guarire? Ce la farà mia mamma? Che cosa ci dice questa situazione? Quando finirà? Che sarà di noi quando finirà? Domande e domande.
 
2. Una pagina di Vangelo piena di domande.
 
La storia drammatica di colui che era nato cieco è una storia piena di domande e aiuta a classificare le domande, a giudicarle, a interpretarle, a capire che cosa rivelano dell’animo umano. C’è la domanda curiosa: è lui? Non è lui? Sono quelli che vedono passare la storia e la classificano e ne discutono come se fossero in un salotto. Parlano di tutto, ma in fondo a loro non interessa niente.
Vivono nel regno della chiacchiera e della banalità. Inseguono la novità, usano i punti esclamativi per segnalare il clamoroso. Poi passano oltre, come non fosse successo niente…
C’è la domanda minacciosa: è la domanda alla quale i genitori del cieco guarito si sottraggono. È la domanda che impone una scelta: stai dalla parte del perseguitato o dalla parte del persecutore? Se ti dichiari dalla parte sbagliata, dalla parte del debole, dello sconfitto ti ritroverai anche tu sconfitto e debole. I genitori scelgono di evitare il pericolo.
C’è la domanda maliziosa: sembra una domanda, ma è già una condanna; sembra una domanda, ma non vuole avere una risposta ma solo una conferma. È la domanda della ideologia, del potere che deve difendersi da ciò che lo mette in discussione: non vuole imparare niente da quello che avviene, ma garantire se stesso.
 
3. La prima e l’ultima domanda
 
Ma la prima e l’ultima domanda sono le più impegnative. La domanda inevitabile e sbagliata: la prima domanda è quella che tutti si fanno di fronte al soffrire: “di chi è la colpa?” perché? Perché è nato cieco? Chi ha peccato? È la domanda inevitabile, ma Gesù dice che è la domanda sbagliata. Gesù dice: se il mondo è sbagliato non chiederti chi ha sbagliato; non cercare una causa, non cercare un colpevole. Non incolpare Dio non sapendo chi altro incolpare.
Non domandarti perché sia sbagliato il mondo, domandati invece se ci sia una via di salvezza, se si possa aggiustare il mondo e l’umanità.
La domanda decisiva: l’ultima è la domanda più importante e decisiva. Tu credi nel Figlio dell’uomo? Gesù ha consentito al cieco di vedere per potergli dire: lo hai visto, è colui che parla con te. Gesù agisce perché in lui siano manifestate le opere di Dio. L’opera di Dio non è di creare un mondo sbagliato, dove qualcuno nasce cieco, dove qualcuno muore giovane, dove incombe una disgrazia che spaventa i figli degli uomini, dove che è ricco diventa sempre più ricco e chi è povero sempre più povero, dove c’è chi può curarsi quando è malato e anche quando è sano e dove c’è che deve ammalarsi e non ha come curarsi.
L’opera di Dio non è il mondo sbagliato, ma la missione di Gesù: credi nel Figlio dell’uomo? Hai fiducia che Gesù sia la via di salvezza? Ti affidi alla sua parola per dare alla tua vita l’unico significato possibile, cioè quella di essere vocazione a vivere come il Figlio dell’uomo, cioè fare della vita un dono per ricevere in dono la vita di Dio?

Sabato 26 e Domenica 27 settembre 2020

⇒ Si ricorda che Domenica 27 settembre la s. Messa delle ore 10.30 è riservata alla celebrazione della Prima Comunione. Viste le limitazioni imposte dalle norme antiCovid, saranno ammesse alla celebrazione solo le famiglie dei bambini comunicandi; i consueti partecipanti sono perciò invitati a scegliere un altro orario per la Messa domenicale.

Martedì 29 settembre alle 18.30 nel salone dell’oratorio si terrà la riunione della commissione Carità a cui sono invitati anche i membri del gruppo missionario.

Giovedì 1 ottobre: riunione di preparazione alla Cresima per gli appartenenti al Gruppo “A”: alle 18 i ragazzi, alle ore 18.30 i genitori.

Domenica 4 ottobre alla s. Messa delle ore 10.30 la comunità parrocchiale saluterà don Arthur, in partenza per la sua Diocesi in Zambia.

 

Segui la diretta delle celebrazioni sul canale della Parrocchia

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"DIO, NON LASCIARCI IN BALIA DELLA TEMPESTA"

Venerdì 27 marzo 2020, Papa Francesco ha presieduto uno storico momento di preghiera sul sagrato della Basilica di San Pietro con la piazza vuota, ma seguito dai cattolici di tutto il mondo, sempre più minacciato dalla diffusione del Covid-19. “Signore, benedici il mondo, dona salute ai corpi e conforto ai cuori", sappiamo "che Tu hai cura di noi”, ha detto prima dell'adorazione del Santissimo Sacramento e della Benedizione Urbi et Orbi, alla quale è stata annessa la possibilità di ricevere l’indulgenza plenaria.
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INCONTRO VIRTUALE DI DOMENICA 29 MARZO

LE TRE PAROLE DI DELPINI AI CRESIMANDI

Domenica 29 marzo l'Arcivescovo Mario Delpini avrebbe incontrato i Cresimandi allo Stadio Meazza. L’Arcivescovo Mario Delpini ha voluto incontrare spiritualmente i ragazzi, registrando per loro un messaggio che diventa un invito a tre piccoli compiti in base a tre parole che danno il senso delle giornate che stiamo vivendo, chiusi in casa, spiegate in modo semplice, diretto e simpatico ai Cresimandi 2020. Quelli per cui l’Incontro allo Stadio Meazza viene spostato per pandemia.


Video completo dell’Arcivescovo ai ragazzi della Cresima

PRETI 2020, A SERVIZIO DELL'UMANITÀ IN UN TEMPO NUOVO

Rimandate a causa della pandemia, le ordinazioni presbiterali saranno presiedute in Duomo alle 9 dall’Arcivescovo. Un rinvio che ha dato modo ai 22 candidati di approfondire il senso della loro scelta e il significato del ministero che stanno per intraprendere.

Negli annali della Chiesa di Milano verrà ricordata come la classe della pandemia, eppure di davvero “virale” nella storia vocazionale e nelle vite dei 22 candidati al sacerdozio c’è la passione contagiosa per Gesù e la voglia di testimoniarlo «Perché il mondo creda», come recita il loro motto.

Una passione coltivata e fortificata nelle lunghe settimane di lockdown, quando non si poteva essere comunità e gli incontri e gli ultimi esami (tra cui il famoso “Moralone” che abilita alla Confessione) si svolgevano a distanza, sulle piattaforme on line.

Per motivi di sicurezza, la loro ordinazione è stata spostata da giugno al 5 settembre, nella solenne celebrazione nel Duomo di Milano, presieduta dall’arcivescovo monsignor Mario Delpini a partire dalle 9.

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«INFONDA DIO SAPIENZA NEL CUORE»

Infonda Dio sapienza nel cuore. Si può evitare di essere stolti è la proposta pastorale dell’Arcivescovo, monsignor Mario Delpini, per l’anno 2020-2021.

L’invito, rivolto a tutti i fedeli ambrosiani, è anzitutto quello di far emergere le domande più profonde e inquietanti che questo tempo di pandemia ha suscitato nel cuore delle comunità cristiane della Diocesi. Ma domandare non basta.

Così le domande possono diventare l’occasione per avviare un’accorata invocazione del dono della sapienza che viene dall’alto. Atteggiamento di ascolto e intensamente orante non scontato, dovendo mettere mano per tempo a comprensibili previsioni e programmazioni pastorali. «Non è più tempo di banalità e di luoghi comuni, non possiamo accontentarci di citazioni e di prescrizioni. È giunto il momento per un ritorno all’essenziale, per riconoscere nella complessità della situazione la via per rinnovare la nostra relazione con il Padre», scrive infatti l’Arcivescovo.

testo scaricabile in pdf

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Celebrazione della S. Messa (senza concorso di popolo) di martedì 31 marzo 2020.

Al termine della celebrazione di mercoledì 25 marzo, festa dell'Annunciazione, i sacerdoti della parrocchia hanno intonato il Salve Regina.

Riportiamo un estratto della celebrazione tenutasi in parrocchia nella Domenica di Pasqua (senza concorso di popolo).

 

Don Massimiliano si rivolge ai parrocchiani durante l'omelia

 

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