PENULTIMA DOPO L'EPIFANIA (4 febbraio 2024)

PENULTIMA DOPO L'EPIFANIA (4 febbraio 2024)

4 FEBBRAIO 2024

PENULTIMA DOPO L'EPIFANIA

Sant’agostino di Ippona dice, "La misericordia di Dio è come un fiume; non si ferma mai, non si stanca mai, continua a scorrere." San Giovanni Vianney dice, "I nostri peccati non sono altro che un granello di sabbia accanto alla grande montagna della misericordia di Dio."

Carissimi fratelli e sorelle, in questa Domenica della Divina Clemenza e nella Giornata Nazionale in Difesa della Vita, siamo chiamati a riflettere sul grande amore e sulla misericordia che Dio riversa su di noi, e allo stesso tempo ad abbracciare e difendere il dono sacro della vita. Le letture di oggi ci guidano attraverso un percorso di comprensione della Divina Clemenza, un concetto spesso trascurato ma cruciale nella nostra fede. La prima lettura tratta dal libro di Osea ci presenta un quadro struggente della fedeltà instabile di Israele verso Dio. Dio, come un padre amorevole, si offre continuamente alla riconciliazione nonostante le infedeltà del suo popolo. La clemenza divina si rivela come benevola moderazione nel punire, una chiamata costante al pentimento e alla conversione.

San Paolo, nella sua lettera ai Galati, ci ricorda che la nostra salvezza non deriva dalla rigidità delle leggi e delle formalità religiose, ma dall'accogliere Gesù Cristo come Signore e Salvatore delle nostre vite. È un invito a vivere la fede in modo autentico, libero da ogni formalismo e basato sulla relazione personale con Cristo.

Il Vangelo di Luca ci introduce alla figura di Gesù e alla sua interazione con una donna peccatrice. Qui vediamo la Divina Clemenza manifestarsi in tutta la sua grandezza. Mentre i presenti giudicano la donna, Gesù la accoglie con amore e perdona i suoi peccati. È un potente messaggio sulla misericordia di Dio che va oltre i giudizi umani.

Oggi, inoltre, celebriamo la Giornata Nazionale in Difesa della Vita. Questo ci chiama a riflettere sulla sacralità della vita umana in ogni fase e circostanza. Dobbiamo considerare la nostra responsabilità verso la vita. La difesa della vita non si limita solo alla dimensione biologica ma si estende a tutta la sua complessità, compresa la vita nell’ utero, la vita malata e sofferente, la vita in condizioni difficili. La Divina Clemenza ci spinge ad abbracciare la cultura della vita, a promuovere la dignità umana in ogni fase.

In conclusione, questa Domenica della Divina Clemenza e la Giornata Nazionale in Difesa della Vita ci chiamano a immergerci nell'amore misericordioso di Dio, a perdonare come siamo stati perdonati e a difendere la vita con passione e impegno. Che la Divina Clemenza ci ispiri ad abbracciare la vita con un cuore aperto e a essere strumenti della misericordia di Dio nel mondo. Amen.

don Titus

18 FEBBRAIO 2024

PRIMA DI QUARESIMA

Oggi è la prima domenica di Quaresima, una stagione di rinnovamento. Lo scopo principale della Quaresima è quello di prepararci alla celebrazione della morte e della risurrezione di Gesù. Il secondo scopo è quello di portarci a rinnovare le nostre promesse battesimali di rifiutare Satana e accettare Gesù come nostro Signore e Salvatore, permettendogli di governare la nostra vita.

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11 FEBBRAIO 2024

ULTIMA DOPO L'EPIFANIA

Carissimi fratelli e sorelle nella fede, oggi ci troviamo qui riuniti in questa domenica speciale, la Domenica del Perdono, che coincide anche con la Giornata Mondiale del Malato. Le letture che abbiamo ascoltato ci guidano attraverso un cammino di riflessione profonda sulla misericordia, l'umiltà e la comprensione delle fragilità umane.

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DOMENICA 18 FEBBRAIO 2024

PRIMA DI QUARESIMA

Letture domenicali:

  • Isaia 57, 15-58,4a: Non c’è pace per i malvagi.
  • Salmo 50 (51)): Pietà di me, o Dio, nel tuo amore.
  • 2 Corinti 4, 16b-5,9: Il nostro uomo interiore si rinnova di giorno in giorno.
  • Matteo 4,1-11: Gesù nel deserto, tentato dal diavolo.

Alle 20.32 l'Arcivescovo entra nelle case ambrosiane con il «Credo»

Ogni sera dal 18 febbraio al 27 marzo, su Telenova, i media e i social diocesani, monsignor Delpini offrirà una breve riflessione su brani di una delle preghiere più antiche, nella formulazione del «Simbolo degli apostoli». 

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