PARROCCHIA SANTI SILVESTRO E MARTINO

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L'informatore parrocchiale è in vacanza. Ritornerà domenica 12 settembre.

Riportiamo qui di seguito l'ultimo articolo pubblicato

 

domenica 6 giugno 2010 - DOMENICA II DOPO PENTECOSTE

TI CONDURRÒ NEL DESERTO… per vivere bene le vacanze

Il nostro mondo occidentale ha tanti difetti ma anche grandi ricchezze, che dobbiamo custodire con cura per non correre il rischio di svalutarle e di perderle. Vorrei metterne in risalto due che si somigliano e possono avere il medesimo frutto buono.
La prima ricchezza, avuta in eredità dalla tradizione ebraica, è la scansione del tempo in sette giorni, l’ultimo dei quali, il sabato, dedicato al riposo. La vicenda di Gesù e la conseguente prassi cristiana lo ha fatto slittare di un giorno; di conseguenza, la domenica è diventata il giorno della pausa settimanale. Questa non è una osservazione banale, noi rischiamo di renderla tale svalutando e perdendo un grande valore.
La domenica è una ricchezza importante perché tiene conto della fragilità dell’uomo, fisica, psicologica e spirituale. L’uomo ha bisogno del riposo per potersi ricaricare e poi riprendere con forza, con consapevole motivazione, con entusiasmo il proprio lavoro. Questo giorno di pausa tiene conto anche della sua nobiltà: egli non è schiavo del tempo, ma ne è signore, in quanto è fatto ad immagine e somiglianza di Dio. Può quindi permettersi il lusso di fermarsi, di riposare, di riflettere su se stesso e sul senso della sua vita, sul suo lavoro, per valutare e rilanciarsi sul futuro. Se è credente, ha il tempo e l’opportunità, in quello stesso giorno, di ringraziare e lodare il Signore godendo di tutto quello che gli ha donato e affidato. Quindi l’uomo ha bisogno ed è capace di far festa! Non è cosa di poco conto. Non tutte le culture hanno questa tradizione nell’uso del tempo; non tutti gli occidentali sono consapevoli e capaci di vivere ad un livello alto questa scansione del tempo e questo giorno di festa.
La seconda ricchezza non ha origini religiose, ma sociali: la vacanza (o “ferie”). Non sono in grado di percorrerne la storia,. certamente, però, riprende in un modo allargato le motivazioni e i contenuti di quello che ho rilevato per il giorno di riposo settimanale: la possibilità e la capacità di prolungare il riposo, la riflessione, la gioia e la festa per due, tre, quattro settimane! Poiché ci stiamo avvicinando all’estate, mi sembra opportuno che ci prepariamo a viverla in modo positivo e fruttuoso. Mi viene spontaneo farmi qualche domanda: come progetto e come trascorro i giorni di festa? Come progetto e come trascorro i giorni di festa prolungata che sono le vacanze?
So per certo che qualcuno ne è spesso deluso o annoiato; esiste anche una letteratura su questo tipo di noia. Tutto ciò concorre a svalutare la nostra eredità culturale. Per rispondere a queste domande e per prevenire alcune eventuali delusioni, vorrei dare qualche suggerimento (preso a prestito da Romano Guardini) che potrebbe ridare contenuto e piacere alle nostre pause settimanali o annuali.
Anzitutto il silenzio. Il silenzio non è solo assenza di rumori, di suoni o di voci. Questo è solo il silenzio esteriore, necessaria premessa al silenzio interiore. Il vero silenzio, che significa calma del pensiero, del sentimento e del cuore, sa dominare lo spirito e penetrare sempre più nell’animo. Non si improvvisa il silenzio interiore, per esso ci vuole tempo ed esercizio. Quando lo si raggiunge, si sperimenta la vera pace ed esso diventa ascolto, apertura, disponibilità… fecondità. Infatti, solo da un simile silenzio può nascere una parola vera, autentica, profonda. La verità e la forza della parola dipendono dalla capacità di tacere al momento opportuno. Così come dal silenzio autentico può nascere una vera capacità di ascolto degli altri e dell’Altro, ascolto delle mille voci che ci circondano. Senza questo silenzio è praticamente impossibile un vero dialogo o un inizio di contemplazione.
In secondo luogo il raccoglimento. Di cosa si tratta? Solitamente l’uomo rivolge la propria attenzione all’esterno di se stesso, alle persone e alle cose che lo circondano. L’animo è inquieto, il sentimento è attratto da oggetti effimeri… è la dispersione. Il raccoglimento contrasta con tutto questo e consente all’animo di concentrarsi su se stesso per conoscersi…
La vita attuale è spesso disordinata e artificiosa, soggetta a sollecitazioni violente e caotiche, forti e superficiali allo stesso tempo, con stimoli repentini e spesso contraddittori. L’uomo manca di profondità e di equilibrio; mentre sono l’esteriorità e il caso a guidare la sua vita, in se stesso non trova nulla di autentico e valido. È informato ma si esprime con luoghi comuni e passa continuamente da uno stimolo all’altro. Nasconde questo vuoto con una attività perenne e inquieta. Si sente a proprio agio solo nella confusione e nel rumore o quando ottiene un rapido successo.
Fare silenzio e raccogliersi significa raggiungere la vita nella sua profondità e nella sua forza. Solo l’uomo in raccoglimento è qualcuno ed è vigile, cioè capace di riconoscere l’essenziale, di assumere decisioni responsabili; a lui ci si può rivolgere perché ha veramente la capacità di ascoltare e di rispondere.
Come dal silenzio nascono la parola e l’ascolto autentico, dal raccoglimento nascono la giusta condotta e l’azione corretta: nei rapporti interpersonali - nell’aiuto, nell’amicizia, nell’amore, nella vita in generale – l’azione è corretta nella misura in cui la si compie con partecipazione interiore. Si può fare qualcosa pur non essendone veramente coinvolti: il corpo è presente e in parte anche lo spirito, ma per il resto è altrove. Quanto più l’azione è difficile, importante, nobile, tanto maggiore debbono essere l’attenzione, la serietà, l’entusiasmo, l’amore e l’energia spirituale. Questo è il raccoglimento: presenza e concentrazione su ciò che conta in quel momento, adesione totale del corpo e dello spirito.
Ci si rende facilmente conto che una domenica vissuta a questi livelli – oltre ad essere ricca di gioia e di pace per sé – prepara una nuova settimana di grande fecondità; allo stesso modo, una vacanza impostata su questi valori è senz’altro una bella vacanza e predispone ad una ripresa di vita ricca di energie nuove e certamente di grandi soddisfazioni.

Buone domeniche e buone vacanze a tutti!
Don Franco



Anagrafe Parrocchiale (primo semestre 2010)



Battesimi

Martina CICCARELLI, Beatrice CIUMINI, Giovanni CONTRI, Marco CUSANO, Giulia DI NUNZIO, Federica GELODI, Lorenzo PINIZZOTTO, Tommaso PIROVANO, Cecilia POTENZA, Maria Vittoria RANUCCI, Gemma TAVERNA, Maria TURCHI, Khadin VITA

Matrimoni

Anna Maria FORTUGNO con Luciano PINIZZOTTO
Samanta Maria SARTI con Paolo MARENZONI

Defunti

Maria ARIENTI, Walter BIGI, Franco BORRONI, Maria Teresa BROGGI, Vincenzo CANEVARI, Costanza CHIESA, Andrea COLOMBO, Annunziata DE BIASI, Felice DESTEFANI, Carla DE SANTIS, Gabriele DI CAPRIO, Claudio FABBRI, Raul FALAUTANO, Ezio LOMBARDI, Giuseppe LONGHI, Lidia MACCHI, Luciana MALAVASI, Angelina PETRALI, Milena POZZI, Alfredo RAVIZZINI, Rinaldo ROSSI, Anna SANTIANI RIGHENZI