15 MARZO
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15 MARZO

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IV DOMENICA DI QUARESIMA

Fratelli e sorelle, la Parola di Dio di questa quarta domenica di Quaresima ci conduce lentamente verso la luce della Pasqua. Le letture di oggi parlano tutte di luce, di volto e di trasformazione. Nella prima lettura del Libro dell'Esodo vediamo il volto di Mosè che diventa luminoso dopo aver parlato con Dio. Nella seconda lettura, dalla Seconda Lettera ai Corinzi, san Paolo ci ricorda che, contemplando il Signore, veniamo trasformati nella sua stessa immagine. E nel Vangelo del Vangelo di Giovanni, Gesù incontra un uomo cieco dalla nascita e gli dona la vista. Tutte queste pagine ci invitano a riflettere su una parola semplice ma profonda: vedere.

Il Vangelo inizia con una scena molto semplice. Gesù passa lungo la strada e vede un uomo cieco dalla nascita. L’evangelista scrive: “Passando, vide un uomo cieco dalla nascita” (Gv 9,1). Fermiamoci su questa parola: vide. Gesù vede. La folla passa, i discepoli discutono, ma Gesù vede. Non guarda soltanto con gli occhi, ma con il cuore. Questo è lo sguardo di Dio nella Bibbia. Nel Libro dell'Esodo Dio dice: “Ho visto la miseria del mio popolo” (Es 3,7). Nel Primo Libro di Samuele leggiamo: “L’uomo guarda l’apparenza, ma il Signore guarda il cuore” (1Sam 16,7). E nel Libro dei Salmi il salmista prega dicendo: “I tuoi occhi mi hanno visto quando ero informe” (Sal 139,16). Prima che noi cerchiamo Dio, Dio vede noi. Prima che noi lo invochiamo, Dio si accorge di noi. Quante persone nel mondo si sentono invisibili! Ma davanti a Dio nessuno è invisibile. Come ricorda Papa Francesco nella Evangelii Gaudium (n. 24), la Chiesa deve imparare proprio questo: lo sguardo di Gesù, uno sguardo che non si ferma alla folla ma vede la persona.

Subito dopo, i discepoli fanno una domanda molto umana: “Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori?” (Gv 9,2). È la domanda che spesso nasce nel cuore dell’uomo quando incontra la sofferenza. Cerchiamo subito un colpevole. Pensiamo che il dolore sia sempre la conseguenza di una colpa. Ma Gesù risponde con parole sorprendenti: “Non ha peccato né lui né i suoi genitori” (Gv 9,3). Gesù cambia prospettiva. Gli uomini cercano colpe, Gesù cerca la luce di Dio. Questa stessa dinamica la vediamo anche nel Libro di Giobbe, dove gli amici di Giobbe pensano che la sofferenza sia una punizione, ma Dio rivela che la realtà è molto più profonda. La Scrittura ci ricorda che Dio è vicino a chi soffre: “Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito” (Sal 34,19). E san Paolo afferma: “Tutto concorre al bene per coloro che amano Dio” (Rm 8,28). Il dolore non è sempre castigo; a volte diventa un luogo misterioso in cui si manifesta la presenza di Dio.

A questo punto Gesù pronuncia una frase straordinaria: “Io sono la luce del mondo” (Gv 9,5). La luce è uno dei simboli più belli della Bibbia. La prima parola della creazione, nel Libro della Genesi, è proprio questa: “Sia la luce!” (Gen 1,3). Il profeta Libro di Isaia aveva annunciato: “Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce” (Is 9,1). E all’inizio del Vangelo di Giovanni leggiamo: “La luce splende nelle tenebre” (Gv 1,5). Anche oggi il nostro mondo è pieno di luci artificiali: tecnologia, successo, potere, denaro. Eppure, nonostante tutto questo, il cuore dell’uomo rimane spesso nel buio. Solo Cristo illumina davvero la vita e dà senso al cammino dell’uomo.

Il gesto che Gesù compie subito dopo è sorprendente. Il Vangelo racconta che egli fece del fango con la saliva e lo pose sugli occhi del cieco. Questo gesto richiama chiaramente la creazione dell’uomo nel Libro della Genesi, dove si dice: “Dio plasmò l’uomo con la polvere del suolo” (Gen 2,7). Gesù sta compiendo qualcosa di più di una semplice guarigione: sta ricreando l’uomo. Il cieco nasce una seconda volta. Questo è ciò che Cristo fa con ciascuno di noi. Egli non si limita ad aggiustare la nostra vita; egli la trasforma profondamente. Come scrive san Paolo nella Seconda Lettera ai Corinzi: “Noi tutti, a viso scoperto, riflettiamo la gloria del Signore e veniamo trasformati nella sua stessa immagine” (2Cor 3,18). L’incontro con Cristo cambia il cuore e illumina la vita.

Gesù poi dice al cieco: “Va’ a lavarti nella piscina di Siloe” (Gv 9,7). L’uomo obbedisce, si lava e ritorna vedendo. In questo gesto possiamo riconoscere un grande simbolo del battesimo. Gesù aveva già detto: “Se uno non nasce da acqua e Spirito non può entrare nel Regno di Dio” (Gv 3,5). L’acqua attraversa tutta la storia della salvezza: il diluvio, il passaggio del Mar Rosso, il Giordano. È sempre segno di vita nuova. Nei primi secoli i cristiani chiamavano il battesimo illuminazione, perché attraverso di esso gli occhi del cuore si aprono alla luce di Cristo.

Il Vangelo ci mostra anche il cammino di fede del cieco guarito. All’inizio egli dice semplicemente: “L’uomo che si chiama Gesù” (Gv 9,11). Poi, interrogato dai farisei, afferma: “È un profeta” (Gv 9,17). E infine, quando incontra di nuovo Gesù, proclama con fede: “Credo, Signore!” (Gv 9,38). La fede cresce lentamente, come la luce dell’alba. La Scrittura dice: “Il sentiero dei giusti è come la luce dell’aurora, che cresce fino al pieno giorno” (Pr 4,18). Così avviene anche nella nostra vita: la fede è un cammino, un processo che cresce giorno dopo giorno.

C’è poi una frase molto semplice ma profondamente vera che il cieco pronuncia davanti ai farisei: “Una cosa so: ero cieco e ora ci vedo” (Gv 9,25). Questa è la testimonianza cristiana. Non è una teoria complicata; è l’esperienza di una vita trasformata dall’incontro con Cristo. Come scrive l’apostolo Giovanni: “Quello che abbiamo visto e udito, noi lo annunciamo” (1Gv 1,3). La fede si diffonde così, attraverso la testimonianza concreta di chi ha incontrato il Signore.

Il racconto però mostra anche che la luce non è sempre accolta. I farisei non vogliono credere al miracolo e alla fine cacciano fuori l’uomo guarito. Gesù aveva già detto: “La luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce” (Gv 3,19). La verità a volte disturba e può fare paura. Ma il discepolo non smette di testimoniare la luce che ha incontrato. Alla fine del racconto Gesù incontra di nuovo l’uomo e gli chiede: “Tu credi nel Figlio dell’uomo?” (Gv 9,35). Quando Gesù si rivela, l’uomo risponde con parole piene di fede: “Credo, Signore!” (Gv 9,38), e si prostra davanti a lui. Ora non vede solo con gli occhi del corpo, ma con gli occhi del cuore. Come dice il salmista: “Nella tua luce vediamo la luce” (Sal 36,10).

Fratelli e sorelle, il cieco nato rappresenta ciascuno di noi. Anche noi a volte camminiamo nel buio: nel buio delle paure, dei dubbi, delle ferite e dei peccati. Ma Gesù passa nella nostra vita, si ferma, ci guarda e ci chiama alla luce. Quando incontriamo veramente Cristo, la nostra vita cambia. E allora possiamo diventare ciò che il Signore desidera: persone che vedono per poter far vedere. Gesù infatti dice: “Voi siete la luce del mondo” (Mt 5,14). Il cristiano è come una lampada: non produce la luce, ma la riflette. Quando lasciamo che la luce di Cristo illumini il nostro cuore, possiamo aiutare anche gli altri a trovare la strada. Amen

don Titus

DOMENICA 19 APRILE

III DI PASQUA

LETTURE

At 19,1b-7 – Il battesimo di Giovanni a Efeso

dal Salmo 106 (107) – Noi siamo suo popolo e gregge del suo pascolo

Eb 9,11-15 – Il sangue di Cristo, mediatore di una nuova alleanza, ci purifica dalle opere di morte

Gv 1,29-34 – Giovanni addita Gesù come agnello di Dio


Grazie Papa Leone

Nelle scorse settimane abbiamo contemplato tutti le bellissime fotografie della terra, ripresa dallo spazio durante la missione Artemis. Pianeta di una bellezza abbagliante, meravigliosa creatura di un Dio che ha talmente amato l’umanità da creare questa perfezione, casa che esprime vita e bellezza, i cui confini non sono quelli tracciati dagli uomini sulle mappe, ma il cui confine è la vita che pulsa all'interno, fatta di legami ricchi di amore, creazione piena di varietà e di colori, all'interno del buio cosmico. Un pianeta in cui si manifesta la stupefacente fantasia del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, che hanno voluto comunicare anche a noi la loro intimità, cioè l'amore.

12 APRILE

II DOMENICA DI PASQUA

Carissimi fratelli e sorelle, il Signore Risorto oggi ci raduna ancora una volta attorno alla sua Parola e alla sua Mensa. In questa Domenica della Divina Misericordia, siamo invitati ad aprire il cuore per accogliere un dono grande: la pace e il perdono che nascono dal cuore trafitto di Cristo. Entriamo in questo mistero con semplicità, lasciandoci toccare dalla sua presenza viva.

Nella prima lettura, dagli Atti degli Apostoli, vediamo Pietro, un tempo impaurito e fragile, ora in piedi, coraggioso, davanti al popolo. Non parla più con timore, ma con la forza dello Spirito. È la trasformazione che la misericordia di Dio compie: da uomini chiusi e feriti, a testimoni liberi e audaci. La comunità nascente prega unita, riconoscendo che tutto viene da Dio. È una Chiesa che non si fonda sulla perfezione degli uomini, ma sulla fedeltà del Signore.

 

Dal 13 al 19 aprile 2026

CALENDARIO PARROCCHIALE

 

AVVISI

- Domenica 19 aprile, si tiene il RITIRO E LA S. MESSA PER I FIDANZATI che si stanno preparando al matrimonio. Gli ANIMATORI DELL’ORATORIO ESTIVO VIVONO LA LORO GIORNATA FORMATIVA. Inoltre è la GIORNATA DELL’UNIVERSITA’ CATTOLICA: “L’esperienza del sapere” 

- Vi invitiamo a visitare il mercatino “VIA MAFFEI SEGRETA”, in oratorio (al primo piano).

- Martedì 21 avremo la testimonianza di CATECHESI DEGLI ADULTI su TERESIO OLIVELLI Ribelle per amore” (ore 21 in oratorio - aula verde)

- Nel mese di maggio avremo il ROSARIO NEI CORTILI o CONDOMINI.

- Sabato 9 maggio: L’ARCIVESCOVO INCONTRA NONNI 

- Sabato 9 maggio nel pomeriggio: FESTA DELLA MAMMA 

- Domenica 17 maggio: celebreremo gli ANNIVERSARI DI MATRIMONIO

- La cifra finale della raccolta per il PROGETTO SOMALIA è di € 2.082,20

 

OFFERTE PER LA PARROCCHIA

È sempre possibile lasciare la propria offerta nell'apposita bussola in fondo alla chiesa o mediante bonifico sul conto corrente parrocchiale attraverso il seguente IBAN:

IT50K0503401693000000003568

PARROCCHIA SS. SILVESTRO E MARTINO
Banco BPM ag. 391 – Piazza Medaglie d'Oro, 1 – 20135 MILANO


In qualsiasi momento è possibile lasciare la propria offerta tramite mediante donazione con carta di credito utilizzando l'apposito pulsante o tramite satispay inquadrando il relativo qrcode.

    

 

DELPINI: IL PAPA HA ESPRESSO L’ORIENTAMENTO A NON ACCETTARE SUBITO LE MIE DIMISSIONI

Le parole dell’Arcivescovo sulla prosecuzione del suo ministero episcopale a Milano pronunciate in Duomo durante la celebrazione penitenziale per il clero diocesano. «Resto volentieri perché mi sento onorato e grato. Pronto a lasciare l’incarico quando sarà deciso».

È uscito il numero di APRILE 2026

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