31 MAGGIO
SANTISSIMA TRINITÀ
Fratelli e sorelle carissimi, la festa della Santissima Trinità ci invita oggi a entrare nel mistero più bello della nostra fede: Dio non è solitudine, ma comunione d’amore. Nel Vangelo Gesù dice: “Lo Spirito vi annuncerà le cose future.” Non significa che lo Spirito Santo ci rivelerà curiosità sul domani, ma che continuerà a guidare la Chiesa e ogni credente nella verità, secondo i bisogni del tempo. Anche oggi, in un mondo pieno di confusione, velocità e paura, lo Spirito Santo continua a parlare al cuore dell’uomo. Come racconta il recente documento di Papa Leone XIV Magnifica Humanitas, la tecnologia e il progresso non devono farci perdere ciò che è umano, ciò che è spirituale, ciò che nasce dall’amore di Dio.
Nella prima lettura Mosè incontra Dio nel roveto ardente. Un fuoco che brucia ma non consuma. È un’immagine bellissima della presenza di Dio nella nostra vita. Dio non distrugge, ma illumina; non schiaccia con la sua potenza, ma ci chiama per nome. Anche noi oggi abbiamo bisogno di fermarci davanti ai “roveti ardenti” della nostra vita: una persona che soffre, una famiglia ferita, un giovane smarrito, un anziano solo. Dio continua a parlare attraverso queste realtà. Ma spesso siamo troppo distratti, troppo presi dai telefoni, dalle preoccupazioni, dalla fretta. Lo Spirito Santo ci insegna ad ascoltare. Ci aiuta a vedere il futuro non con paura, ma con fede.
San Paolo, nella seconda lettura, ci ricorda che siamo “figli di Dio”. Questa è la nostra dignità più grande. Dentro di noi abita la Santissima Trinità. Per questo dobbiamo rispettare noi stessi e rispettare gli altri. Ogni persona è tempio dello Spirito Santo. Quando umiliamo qualcuno, quando giudichiamo, quando usiamo parole dure, dimentichiamo che Dio vive in quella persona. Ma quando aiutiamo, ascoltiamo, perdoniamo e facciamo opere di carità, allora rendiamo visibile il volto della Trinità. La consapevolezza della presenza di Dio dentro di noi ci dà anche forza e coraggio nelle difficoltà. Quante volte ci sentiamo soli, scoraggiati o senza speranza! Eppure il Signore ci ripete: “Io sono con te.” La Trinità non è lontana dal nostro dolore; cammina con noi ogni giorno.
La Santissima Trinità è anche il modello delle nostre famiglie cristiane. Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo vivono in perfetta unità, nell’amore reciproco. Così anche le nostre case devono diventare luoghi di dialogo, perdono, ascolto e condivisione. Oggi tante famiglie vivono tensioni, silenzi, divisioni. C’è bisogno di meno orgoglio e più amore. C’è bisogno di pregare insieme, di mangiare insieme, di ascoltarsi di più. Una famiglia diventa veramente cristiana quando Dio è presente nelle piccole cose quotidiane. Dal giorno del Battesimo apparteniamo alla famiglia della Trinità. Non siamo soli. Siamo figli amati del Padre, fratelli in Cristo, guidati dallo Spirito Santo.
Infine, questa festa ci ricorda che siamo chiamati a diventare sempre più simili al Dio Trinitario nelle nostre relazioni. Non possiamo vivere chiusi in noi stessi. La vita cristiana è relazione: relazione con Dio e relazione con gli altri. In un mondo che spesso crea individualismo e isolamento, il Signore ci chiama a costruire comunione. Lo Spirito Santo continua ad “annunciarci le cose future” proprio attraverso uomini e donne che scelgono l’amore, la pace, la giustizia e la misericordia. Chiediamo oggi alla Santissima Trinità di insegnarci a vivere con cuore puro, con rispetto reciproco, con fede coraggiosa e con amore concreto. Così anche noi diventeremo piccoli segni della presenza di Dio nel mondo. Amen.
don Titus







