10 AGOSTO
IX DOPO PENTECOSTE
Cari fratelli e sorelle in Cristo Gesù, oggi la Parola ci conduce dentro un mistero profondo e sorprendente: Dio sceglie ciò che il mondo non guarda, ascolta ciò che gli uomini ignorano, e agisce là dove l’apparenza tace. Le tre letture di questa domenica ci invitano ad aprire gli occhi interiori, per vedere come vede Dio e lasciarci sorprendere da come Egli opera nella storia.
Nella casa di Iesse, il profeta Samuele viene mandato a ungere un nuovo re per Israele. I suoi occhi si posano sui figli più forti, più belli, più pronti. Ma Dio dice con fermezza: “L’uomo guarda l’apparenza, il Signore guarda il cuore.” E così, dopo aver scartato tutti i figli presenti, Samuele scopre che c’è ancora il più piccolo, il pastore, il dimenticato: Davide. È lui l’eletto. È lì, nei pascoli, che Dio ha trovato un cuore adatto per guidare il suo popolo. Così il Signore agisce: non sceglie i più grandi, ma i più veri.
Nella seconda lettura, San Paolo scrive a Timoteo da una prigione. È incatenato, stanco, provato. Ma la sua fede è luminosa e salda. Egli proclama: “La Parola di Dio non è incatenata.” Anche nelle tenebre della prigione, Paolo continua a testimoniare la fedeltà di Dio. E ci ricorda che, se moriamo con Cristo, vivremo con Lui; se perseveriamo, regneremo con Lui. È un invito alla fedeltà nelle prove, alla speranza che non si arrende, alla certezza che Dio non dimentica chi resta con Lui, anche nel buio.
Nel Vangelo, Gesù pone una domanda ai farisei: “Di chi è figlio il Messia?” Essi rispondono: “Di Davide.” Ma Gesù li spinge oltre: se Davide chiama il Messia “Signore”, allora il Messia non può essere solo un discendente terreno. È più di un re umano. È il Figlio di Dio, il Signore che viene non con eserciti, ma con la forza mite dell’amore. È Lui il Cristo, il Re crocifisso e risorto, che regna da una corona di spine e da un cuore trafitto.
Cari fratelli e sorelle, le letture di oggi ci donano tre messaggi chiari e profondi:
- Dio guarda il cuore. Non ciò che appare, non ciò che pesa agli occhi degli uomini, ma ciò che arde nel segreto. Egli sceglie chi è umile, chi è disponibile, chi non cerca grandezze ma si lascia trovare. Come Davide, anche noi siamo chiamati a lasciarci guardare e scegliere da Dio.
- La fedeltà è più forte delle catene. Paolo ci insegna che la vera forza del cristiano non è il successo, ma la fedeltà. Essere fedeli anche quando si soffre, anche quando si è soli, è la via della santità. La Parola cresce anche tra le lacrime, anche nel silenzio.
- Gesù è più di ciò che ci aspettiamo. Non è solo un re secondo i nostri schemi. È il Signore che regna dall’alto della croce, che ama senza misura, che salva servendo. Riconoscerlo come Signore della nostra vita significa lasciarlo entrare non solo nelle preghiere, ma nelle scelte quotidiane, nelle relazioni, nel tempo.
Ecco alcuni punti pratici per la nostra settimana:
- Prova a guardare gli altri con gli occhi di Dio: cerca il bene nascosto, non fermarti alle apparenze.
- Sii fedele nelle piccole cose, anche quando non vedi risultati. Ogni gesto buono conta.
- Interrogati ogni giorno: Chi è Gesù per me? Solo un nome o davvero il Signore che guida i miei passi?
- Riconosci che anche tu, come Davide, sei scelto da Dio per qualcosa di grande, anche se ora non lo vedi.
E nel cuore di ciascuno di noi, anche oggi, Egli semina un sogno, una missione, un amore che attende di fiorire. Apriamogli spazio. Lasciamoci ungere dal suo sguardo. E allora anche noi, piccoli e nascosti, diventeremo strumenti della sua luce. Amen.
don Titus







