7 GIUGNO
CORPUS DOMINI
All’inizio di questa riflessione vogliamo ricordare una storia vera che tocca il cuore. L'arcivescovo cinese Dominic Tang fu imprigionato per ventuno anni solo perché era rimasto fedele a Cristo e alla sua Chiesa. Dopo cinque anni trascorsi da solo in una cella umida e senza finestre, i carcerieri gli concessero alcune ore di libertà per fare ciò che desiderava. Poteva fare una passeggiata, scrivere alla famiglia, cambiarsi d'abito o fare una doccia. Ma la sua risposta fu sorprendente: “Vorrei celebrare la Santa Messa.” Dopo anni di sofferenza, ciò che desiderava più di ogni altra cosa era incontrare Gesù nell'Eucaristia. Questa testimonianza ci aiuta a comprendere quanto sia prezioso il dono che oggi celebriamo: il Corpo e il Sangue di Cristo.
Nella prima lettura, Mosè invita il popolo a ricordare il cammino nel deserto. Dio non ha mai abbandonato il suo popolo; lo ha nutrito con la manna quando non c'era pane. Il deserto era un luogo di fame, di sete e di paura, ma anche un luogo in cui Dio si è fatto vicino. Anche noi attraversiamo deserti: momenti di solitudine, malattia, preoccupazioni familiari, difficoltà economiche o crisi interiori. In quei momenti il Signore continua a nutrirci. Non ci offre soltanto un aiuto materiale, ma ci dona se stesso nell'Eucaristia. Ogni volta che partecipiamo alla Messa, siamo invitati a ricordare tutte le volte in cui Dio ci ha sostenuto e guidato.
San Paolo, nella seconda lettura, ci ricorda che il pane che spezziamo è comunione con il Corpo di Cristo. Pur essendo molti, diventiamo un solo corpo. L'Eucaristia non ci unisce soltanto a Gesù, ma anche gli uni agli altri. Non possiamo ricevere il Corpo di Cristo e poi vivere nell'indifferenza, nella divisione o nel rancore. Chi si nutre dello stesso Pane è chiamato a costruire fraternità. La nostra famiglia, la comunità parrocchiale e il luogo di lavoro devono diventare spazi di accoglienza, perdono e condivisione. L'Eucaristia ci trasforma da persone chiuse in persone capaci di amare.
Nel Vangelo, Gesù dice parole forti: “Io sono il pane vivo disceso dal cielo.” Egli non offre semplicemente qualcosa, ma offre se stesso. Mentre la manna del deserto sosteneva la vita per un tempo limitato, Gesù dona una vita che non finisce. Ogni Comunione è un incontro personale con Lui. Quando riceviamo l'Eucaristia con fede, Gesù entra nella nostra vita, porta consolazione nelle ferite, forza nelle prove e speranza nelle difficoltà. Molte volte ci preoccupiamo di nutrire il corpo, ma dimentichiamo il nutrimento dell'anima. Gesù oggi ci ricorda che il cuore umano ha fame di amore, di pace, di perdono e di Dio.
Questa festa ci lascia alcuni semplici impegni per la vita. Prima di tutto, impariamo ad apprezzare la presenza reale di Gesù nell'Eucaristia, partecipando alla Messa con fede, preparandoci bene alla Comunione e dedicando qualche momento all'adorazione e al ringraziamento. In secondo luogo, diventiamo portatori di Cristo come Maria: portiamo Gesù agli altri attraverso parole gentili, gesti di misericordia, perdono e servizio umile. Infine, ogni volta che veniamo all'altare, offriamo anche la nostra vita insieme al sacrificio di Gesù: le nostre gioie, le nostre sofferenze, i nostri progetti e le nostre preghiere. Così l'Eucaristia non resterà soltanto una celebrazione, ma diventerà una forza che trasforma la nostra vita quotidiana. E allora potremo dire con convinzione: Gesù è il Pane vivo che sostiene il nostro cammino e riempie il nostro cuore. Amen.
don Titus







