1 FEBBRAIO
GIORNATA NAZIONALE IN DIFESA DELLA VITA
Carissimi fratelli e sorelle, oggi celebriamo la Giornata Nazionale per la Difesa della Vita. Non è una giornata ideologica né una battaglia di schieramenti, ma un invito evangelico a tornare all’essenziale: la vita è un dono di Dio, un mistero sacro affidato alle nostre mani fragili. Ogni vita umana, dal concepimento fino alla morte naturale, ha un valore infinito perché nasce dal cuore di Dio.
La prima lettura, tratta dal libro del Siracide, è un grande canto di meraviglia. L’autore contempla la creazione e si rende conto che nessuna parola è sufficiente per descrivere la grandezza delle opere di Dio. Tutto ciò che esiste è sostenuto dalla sua sapienza. In questo inno alla creazione, la vita umana occupa un posto unico: non è solo una creatura tra le altre, ma è voluta, amata, conosciuta da Dio. Anche quando è fragile, nascosta, ferita o segnata dalla sofferenza, la vita continua a riflettere la gloria del Creatore. Viviamo però in un tempo in cui la vita è spesso valutata in base all’utilità, all’efficienza, alla salute o all’autonomia. Quando questi criteri diventano assoluti, la vita fragile rischia di essere scartata: quella non ancora nata, quella malata, quella anziana, quella che non produce. La Parola di Dio oggi ci invita a cambiare sguardo e a riscoprire la vita come dono e non come possesso.
Nella seconda lettura, san Paolo ci dice una frase decisiva: «Cristo è la vostra vita». Non soltanto il donatore della vita, ma la vita stessa. Se Cristo è la nostra vita, allora ogni volta che la vita è minacciata, è Cristo stesso ad essere ferito. Per questo l’Apostolo ci invita a deporre l’uomo vecchio, fatto di egoismo, di durezza e di indifferenza, e a rivestire l’uomo nuovo, capace di compassione, responsabilità e amore. Molte delle ferite che colpiscono la vita oggi nascono proprio dall’uomo vecchio: quando la comodità prevale sulla responsabilità, quando la paura vince sulla fiducia, quando il più forte decide sul più debole. La cultura della morte non nasce all’improvviso, ma cresce lentamente ogni volta che smettiamo di prenderci cura gli uni degli altri.
Il Vangelo ci presenta l’immagine della barca in mezzo alla tempesta. I discepoli sono presi dal panico, il vento è contrario, le onde sembrano più forti di loro. È un’immagine che assomiglia molto al nostro tempo: una società agitata, confusa, attraversata da tempeste morali e culturali che minacciano la vita. E Gesù sembra dormire. In realtà Gesù non è assente. Il suo dormire è un invito alla fede. Quando i discepoli lo svegliano, egli calma il mare e pone una domanda che risuona anche per noi: «Perché avete paura, uomini di poca fede?». Davanti alle minacce contro la vita - aborto, eutanasia, suicidi, violenze, distruzione degli embrioni - rischiamo o di gridare solo per paura o di rassegnarci. Il Vangelo ci chiede invece fiducia: la vita è nelle mani di Dio.
La Sacra Scrittura ci ricorda con chiarezza che la vita è sacra perché viene da Dio. «Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo», dice il Signore. Nessuna vita è un errore, nessuna vita è inutile. Il comandamento «Non uccidere» non è un limite alla libertà, ma una difesa dell’amore. Dove viene negato il diritto alla vita, tutti gli altri diritti diventano fragili.
Difendere la vita significa difendere anche le donne, le famiglie, i poveri, i soli. La Chiesa, mentre afferma con fermezza il valore inviolabile della vita, non chiude mai le porte della misericordia. Come ci ha ricordato san Giovanni Paolo II, la Chiesa conosce le ferite, comprende le sofferenze e offre perdono e guarigione a chi porta nel cuore scelte dolorose. Dio non si stanca mai di ricostruire ciò che è stato spezzato.
In questa Giornata per la Vita siamo chiamati non solo a riflettere, ma a convertirci. Siamo chiamati a sostenere concretamente le madri in difficoltà, ad accompagnare chi è solo o malato, a educare i giovani al valore della vita, a essere voce di chi non ha voce. Difendere la vita non è solo una battaglia morale, ma un atto di amore e di speranza. Fratelli e sorelle, nella barca della nostra storia non siamo soli. Cristo è con noi. Anche quando sembra dormire, veglia sulla vita che ci ha affidato. Chiediamo oggi il dono di occhi capaci di riconoscere la bellezza di ogni vita e di cuori abbastanza grandi da custodirla. Perché ogni vita è un sì di Dio al mondo. Amen.
don Titus







