26 APRILE
IV DOMENICA DI PASQUA
Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni
Fratelli e sorelle, l’immagine di Gesù Buon Pastore è una delle più dolci e profonde del Vangelo. Lo vediamo con una pecora sulle spalle: non è un gesto di forza, ma di amore. Non è solo un’immagine, è una verità: noi siamo quella pecora. Quando siamo stanchi, quando siamo feriti, quando la strada della vita diventa pesante, Cristo non ci guarda da lontano. Ci prende sulle sue spalle e ci porta.
Nel Vangelo di oggi Gesù dice: “Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore.” Qui scopriamo la prima grande qualità del Buon Pastore: un amore che dona la vita. Non è un amore fatto di parole, ma di sacrificio. È un amore che arriva fino alla croce, che non si risparmia, che si offre totalmente.
Il Buon Pastore conosce le sue pecore. Non le conosce in modo superficiale, ma nel profondo. Conosce le nostre paure, le nostre fragilità, le nostre speranze. E continua ad amarci così come siamo. Questo ci consola: non siamo numeri, siamo persone amate, chiamate per nome. Il Buon Pastore non fugge davanti al lupo. Quando arrivano le difficoltà, il dolore, le prove della vita, Lui resta accanto a noi. Non ci abbandona. Questa è la sua fedeltà. In un mondo dove tutto cambia e spesso delude, Cristo rimane sempre con noi.
Nella prima lettura vediamo nascere nuovi servitori nella comunità. Uomini scelti per servire, per prendersi cura degli altri. Questo ci ricorda che chi segue il Buon Pastore impara a servire. L’amore vero si manifesta nel servizio concreto, nell’attenzione agli altri, soprattutto ai più deboli. San Paolo ci ricorda che la fede nasce dall’annuncio. E allora sorge una domanda: chi porterà Cristo agli altri? Chi sarà oggi voce, presenza e guida del Buon Pastore? Oggi, nella Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, siamo invitati a pregare perché Dio susciti nuovi pastori secondo il suo cuore.
Essere pastore oggi significa avere un cuore che sa amare. Significa portare chi è stanco, ascoltare chi è solo, guidare chi è smarrito, consolare chi soffre. Tutti siamo chiamati a vivere questo stile nella nostra vita quotidiana. Ma alcuni sono chiamati in modo speciale a diventare sacerdoti e religiosi, a donare tutta la loro vita per il popolo di Dio.
Cari giovani, non abbiate paura di questa chiamata. Il mondo offre tante strade facili, ma spesso vuote. Cristo invece chiama a una vita piena, anche se impegnativa. Il Buon Pastore non toglie nulla, ma dona tutto e riempie il cuore. E ricordiamo infine una verità semplice ma profonda: prima di essere pastori, siamo tutti pecore portate sulle spalle da Cristo. Quando nella nostra vita vediamo una sola impronta sulla sabbia, non è perché Dio ci ha lasciati, ma perché ci ha presi in braccio e ci ha portati. Chiediamo oggi al Signore di farci sentire il suo amore, di renderci capaci di amare come Lui e di suscitare nuove vocazioni nella Chiesa. Che Gesù, il Buon Pastore, porti ciascuno di noi sulle sue spalle e ci insegni a portare gli altri con amore. Amen
don Titus







