18 GENNAIO
Featured

18 GENNAIO

18 GENNAIO

II DOPO L'EPIFANIA

Cari fratelli e sorelle, Gesù chiede la nostra fiducia in Lui. A sua volta, ci chiede di compiere la sua volontà. Come Maria intercede e si fa nostra avvocata, così anche noi siamo chiamati a dar voce per agli altri nel mondo, portando davanti a Dio le loro necessità e diventando strumenti del suo amore e della sua grazia. Il Vangelo delle nozze di Cana è ricchissimo di significato, perché ci introduce nel cuore del rapporto tra Maria e Gesù e, allo stesso tempo, illumina la vita concreta delle nostre famiglie. Tutto nasce da una mancanza semplice e umanissima: “Non hanno vino.”

A Cana non finisce solo una bevanda; rischia di spegnersi la gioia, di spezzarsi la festa, di restare un’ombra su un giorno che doveva essere memorabile. Nel mondo di Gesù, un matrimonio durava giorni e coinvolgeva tutta la comunità: restare senza vino era una vergogna pubblica. Oggi, questa stessa frase risuona nelle nostre case in un altro modo: Manca il tempo, il dialogo, la stabilità, il lavoro sicuro; manca la serenità tra coniugi, la fiducia dei giovani nel futuro, spesso manca persino la speranza.

Maria è la prima ad accorgersi della mancanza. Non giudica, non accusa, non propone soluzioni. Dice solo l’essenziale e lo affida a Gesù: “Non hanno vino.” In questo gesto c’è tutta la sua fede. Maria è la donna dell’intercessione silenziosa, colei che porta il bisogno così com’è, senza manipolarlo. È il modello di ogni preghiera autentica: presentare la realtà a Dio e fidarsi. Quante volte, nelle famiglie, preghiamo già con una risposta in tasca, con una soluzione pronta. Maria, invece, lascia spazio all’azione di Dio.

La risposta di Gesù sembra distante: “Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora.” Ma Maria non si ferma a queste parole. Si rivolge ai servi e consegna alla Chiesa di ogni tempo una frase decisiva: “Fate quello che vi dirà.” È l’eredità spirituale di Maria alle famiglie: fidarsi di Cristo anche quando non capiamo, obbedire anche quando il risultato non è immediato. Ed è proprio così che nasce il miracolo: non dal nulla, ma dall’acqua ordinaria riempita fino all’orlo. Gesù prende ciò che è semplice, quotidiano, povero, e lo trasforma in vino ottimo e abbondante.

La prima lettura ci mostra un altro popolo senza vino, senza acqua, senza speranza. Nel deserto, Israele mormora, ha sete, si stanca. Mosè colpisce la roccia e l’acqua sgorga, ma resta una ferita nel cuore del cammino. Anche oggi molte famiglie vivono nel deserto: stanchezza accumulata, parole dure, silenzi che pesano. Eppure Dio non abbandona. Anche dalla roccia più dura, anche dalle situazioni più bloccate, può sgorgare acqua viva. La mancanza non è la fine della storia, ma il luogo dove Dio può intervenire.

San Paolo, nella lettera ai Romani, ci ricorda che tutta la creazione geme come una donna che partorisce. È un dolore carico di attesa. Anche le famiglie gemono: per i figli che faticano a trovare un lavoro, per i genitori anziani da assistere, per le scelte difficili da compiere. Ma lo Spirito prega in noi, dice Paolo, anche quando non sappiamo cosa dire. Quando in casa non si riesce più a pregare, lo Spirito continua a farlo per noi.

Non è casuale che il primo segno di Gesù avvenga a un matrimonio. È come se dicesse che la famiglia è al centro del progetto di Dio. Il miracolo di Cana risponde a un bisogno concreto, ma conduce alla fede: “e i suoi discepoli credettero in lui.” Anche oggi, attraverso le fatiche quotidiane delle famiglie, Dio vuole rivelare la sua presenza. Chiede solo di riempire le anfore: piccoli gesti di amore, perdono, ascolto, fedeltà. Il resto lo fa Lui.

Cari fratelli e sorelle, Gesù è ancora invitato alle nostre nozze quotidiane, alle nostre case reali, fragili, imperfette. Non ci chiede vino già pronto, ma fiducia. Maria continua a sussurrarci: “Fate quello che vi dirà.” Dove diciamo “non abbiamo più vino”, Dio prepara una gioia nuova. Dove c’è mancanza, Lui crea abbondanza. E così, anche oggi, nelle nostre famiglie, il miracolo può ancora accadere. Amen

don Titus

DOMENICA 6 SETTEMBRE

II dopo il Martirio di san Giovanni Battista

LETTURE

Is 60,16b-22 – Non il sole e la luna, ma il Signore sarà per te luce eterna

dal Salmo 88 (89) – Beato il popolo che cammina alla luce del tuo volto

1 Cor 15,17-28–Cristo, primizia dei risorti, alla fine consegnerà il regno al Padre

Gv 5,19-24 – Il Padre ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre


Venite in disparte e riposatevi un po’

«Venite in disparte e riposatevi un po'». (Mc 6,31)

Il ritorno a Messa di tanti fedeli, al rientro dalle vacanze estive, può essere paragonato al ritorno degli apostoli da Gesù, dopo che li aveva inviati in missione a due a due. Non possiamo paragonare con facilità le ferie estive con la missione apostolica dei 12, ma il loro rientro può ispirare la nostra ripresa della frequenza domenicale in parrocchia.

Certamente è un ritorno all'altare del Signore, anche se ho fiducia che nessuno abbia sospeso la frequenza alla santa Messa, ma è un ritorno al “nostro” altare, riprendendo una familiarità con altri credenti che condividono con noi la fede nel Signore, avvertendo così un ritorno a casa anche sul versante spirituale.

6 SETTEMBRE

II DOPO IL MARTIRIO DI S. GIOVANNI

Cari fratelli e sorelle, sono in India per il mio periodo di vacanza, ma sono felice di poter raggiungere ciascuno di voi attraverso questa omelia. Anche se siamo lontani, la preghiera e la Parola di Dio ci tengono vicini. In questi giorni sto vivendo momenti belli con la mia famiglia e con le persone care, ma porto nel cuore anche la nostra comunità.

Oggi la Parola ci invita a ricordare una cosa semplice e profonda: non siamo soli e la nostra vita non dipende soltanto dalle nostre forze. Gesù dice: «Il Figlio da se stesso non può fare nulla». Non è una parola di debolezza, ma di amore e di fiducia: Gesù vive nella piena comunione con il Padre e fa della volontà del Padre la sua vita. Anche noi possiamo imparare a dire: Signore, aiutaci a non vivere soltanto secondo la nostra volontà, ma a lasciarci guidare da Te.

dal 7 al 13 settembre  

CALENDARIO PARROCCHIALE

 

AVVISI

- DA OGGI riprendono gli orari consueti della S. Messe e delle altre celebrazioni (vedi sotto).

- Martedì 8 settembre, alle ore 21: COMMISSIONE ORATORIO

- Annunciamo con gioia che quest’anno festeggeremo l’anniversario di ordinazione di due carissimi parroci:

- Domenica 4 ottobre, alla S. Messa delle ore 10,30, festeggeremo il 50° di don CARLO FACCENDINI 

- Domenica 8 novembre, alla S. Messa delle ore 10,30, festeggeremo il 60° di don FRANCO OCELLO  

- E’ disponibile il nuovo numero de “Il Segno

IL VOLTO FELICE DI UNA CHIESA IN MISSIONE

In «Che allegria c’è? Di che godono tutti costoro?» l’Arcivescovo indica alla Diocesi «lo stile sinodale» quale modalità per «irradiare la gioia cristiana». Dal 23 giugno l’edizione di Centro ambrosiano in vendita nelle librerie e negli store online.

Maggiori dettagli su chiesadimilano.it

 

OFFERTE PER LA PARROCCHIA

È sempre possibile lasciare la propria offerta nell'apposita bussola in fondo alla chiesa o mediante bonifico sul conto corrente parrocchiale attraverso il seguente IBAN:

IT50K0503401693000000003568

PARROCCHIA SS. SILVESTRO E MARTINO
Banco BPM ag. 391 – Piazza Medaglie d'Oro, 1 – 20135 MILANO


In qualsiasi momento è possibile lasciare la propria offerta tramite satispay inquadrando il relativo qrcode.

    

 

È uscito il numero di SETTEMBRE 2026

Leggilo, acquistalo, abbonati anche on line!

 

 

Inserisci qui il tuo nome ed indirizzo e-mail per ricevere l'informatore PassaParola direttamente nella tua casella di posta elettronica.