2 FEBBRAIO
PRESENTAZIONE DEL SIGNORE
Cari fratelli e sorelle, oggi celebriamo la festa della presentazione del Signore. La vita è presentazione. Non solo un gesto liturgico, ma uno stile di vita. Questa festa, ricca e luminosa, porta con sé quattro denominazioni : Presentazione del Signore, Purificazione di Maria, Festa dell’Incontro e Candelora. Quattro prospettive che dicono una sola verità: Dio entra nella nostra storia perché la nostra vita diventi offerta. Gesù viene portato al tempio, ma in realtà è Dio stesso che viene incontro all’umanità.
La Prima Lettura, dal profeta Malachia, ci parla di un Dio che entra come fuoco che purifica. Non distrugge, ma rende autentico. Dio non cerca riti vuoti, ma cuori veri. La presentazione che gli piace non è solo esteriore, ma quella di una vita passata attraverso l’amore, la fedeltà, la verità. Offrire la vita a Dio significa lasciarla trasformare.
Nella Seconda Lettura, san Paolo ci ricorda che Cristo è venuto per confermare le promesse e aprire la salvezza a tutti i popoli. La presentazione di Gesù non è un gesto privato: è l’inizio di una vita totalmente donata. Quando una vita è presentata a Dio, non si chiude mai su se stessa, ma diventa benedizione, ponte, riconciliazione.
Nel Vangelo, tutto avviene nella semplicità: Maria e Giuseppe offrono due colombe, il dono dei poveri. E nel tempio accade l’incontro. Simeone e Anna, anziani ma vigilanti, riconoscono la luce. La lunga attesa trova compimento: la salvezza ha un volto, la luce ha un nome. Il tempio antico incontra il Tempio nuovo che è Cristo; la legge del sacrificio si apre alla legge dell’amore.
Questa festa parla anche di noi. Ogni Eucaristia è la nostra presentazione: sull’altare non portiamo solo pane e vino, ma la nostra vita. Simeone e Anna ci ricordano il valore degli anziani e della loro sapienza, e ci insegnano a vivere alla presenza di Dio nel quotidiano. Oggi accendiamo le candele, ma soprattutto lasciamo che Cristo accenda la nostra vita. Perché una vita presentata a Dio diventa luce per gli altri. Amen.
don Titus







