1 MARZO
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II DOMENICA DI QUARESIMA

Cari fratelli e sorelle, «Il passato non è più un peso; è riconciliato… E per noi è lo stesso: per andare ad annunciare il Vangelo, dobbiamo prima deporre il peso della nostra storia ai piedi del Signore». Con questa luce nel cuore entriamo nel Vangelo della Samaritana. Gesù si ferma a un pozzo, a mezzogiorno, nell’ora della solitudine. E pronuncia parole disarmanti: “Dammi da bere”. Dio che chiede. Dio che si fa mendicante del nostro amore. Non entra con forza, non impone, non accusa. Chiede. E nel chiedere apre una ferita di sete che è la nostra. La Quaresima comincia così: con un Dio che si avvicina alle nostre aridità e le trasforma in sorgenti.

Nel libro dell’Esodo risuona il primo comandamento: “Io sono il Signore tuo Dio che ti ho fatto uscire dalla schiavitù”. Prima della legge c’è la liberazione. Prima del dovere c’è l’amore fedele. Gesù al pozzo compie lo stesso movimento: non comincia dal peccato della donna, ma dal suo desiderio. Non la umilia, la ascolta. Non la condanna, la conduce alla verità. Egli desidera entrare nella nostra vita “privata”, nei nostri segreti, non per metterci a nudo davanti agli altri, ma per liberarci dentro. Se Gli apriamo lo spazio, l’acqua viva dello Spirito comincia a scorrere nei deserti più nascosti.

San Paolo, nella lettera agli Efesini, prega perché si aprano gli occhi del cuore. È questo il miracolo della Samaritana: non solo un dialogo, ma uno sguardo che si illumina. Dal sospetto alla fiducia. Dalla vergogna alla testimonianza. Il passato non è più un peso: è riconciliato. Quando lasciamo la nostra storia ai piedi del Signore, non siamo più prigionieri di ciò che siamo stati. L’acqua viva non cancella il passato, lo trasfigura. E ciò che era motivo di fuga diventa motivo di annuncio.

“Dammi da bere”. In quella richiesta c’è anche la nostra missione. La donna lascia la brocca e corre in città. Non ha più bisogno di nascondersi. Diventa voce per gli altri. La Quaresima ci chiede di lasciare le nostre “brocche” e anche i nostri “cinque mariti”: gli attaccamenti disordinati, le abitudini che ci svuotano, le dipendenze che ci incatenano. Solo un cuore liberato può annunciare. Solo chi ha deposto il peso può camminare leggero. E allora anche i luoghi più impensati diventano spazio di evangelizzazione, anche le persone più lontane diventano fratelli da raggiungere.

In questa Domenica della Samaritana, lasciamoci incontrare. Lasciamo che Gesù entri nei nostri spazi nascosti. Cerchiamo l’acqua viva nei Sacramenti, nella preghiera silenziosa, nella Parola meditata con fedeltà. Abbiamo il coraggio di essere testimoni, anche nei luoghi inattesi e tra le persone dimenticate. Abbandoniamo ciò che ci rende schiavi e impariamo a riconoscere le nostre false sicurezze. E, riconciliati con il nostro passato, camminiamo come uomini e donne nuovi, con una sorgente nel cuore che zampilla per la vita eterna. Amen.

don Titus

Domenica 15 marzo 2026

IV DOMENICA DI QUARESIMA (DEL CIECO)

Es 34,27-35,1 – Mosè rimane con il Signore, riceve le due tavole della Testimonianza e il suo viso diviene raggiante

dal Salmo 35 (36) – Signore, nella tua luce vediamo la luce

2 Cor 3,7-18 – Non velati come Mosè, riflettiamo come in uno specchio la gloria del Signore

Gv 9,1-38b – Il cieco nato


San Paolo ci tira le orecchie

L'episodio evangelico del cieco guarito da Gesù accompagna ogni anno il nostro percorso quaresimale. Nella tranquilla vita di un paese avviene qualcosa che sconvolge l'ordine delle cose, quello che ha sempre visto quell'uomo cieco fin dalla nascita chiedere l'elemosina e la vita scorrere intorno, senza nemmeno porsi il problema. Un giorno, però, interviene Gesù, che cambia l'ordine delle cose e quell'andamento che sembrava immutabile per sempre.

15 MARZO

IV DOMENICA DI QUARESIMA

Fratelli e sorelle, la Parola di Dio di questa quarta domenica di Quaresima ci conduce lentamente verso la luce della Pasqua. Le letture di oggi parlano tutte di luce, di volto e di trasformazione. Nella prima lettura del Libro dell'Esodo vediamo il volto di Mosè che diventa luminoso dopo aver parlato con Dio. Nella seconda lettura, dalla Seconda Lettera ai Corinzi, san Paolo ci ricorda che, contemplando il Signore, veniamo trasformati nella sua stessa immagine. E nel Vangelo del Vangelo di Giovanni, Gesù incontra un uomo cieco dalla nascita e gli dona la vista. Tutte queste pagine ci invitano a riflettere su una parola semplice ma profonda: vedere.

 

Dal 16 al 22 marzo 2026

CALENDARIO PARROCCHIALE

 

AVVISI

- Domenica 15 marzo viviamo la “domenica insieme” per genitori e ragazzi di 4a elementare. Ricordiamo che ogni domenica, dopo la S. Messa delle ore 10,30, l’oratorio è aperto per i ragazzi.

- Domenica 15 marzo alle ore 18 ci sarà il Gruppo Famiglia ed alle ore 20 il Gruppo Giovani

- Domenica 15 marzo proponiamo la vendita delle UOVA DI PASQUA il cui ricavato andrà alla Parrocchia (v. locandina)

- Lunedì 16 marzo faremo il PELLEGRINAGGIO QUARESIMALE A SAN SEPOLCRO. Ritrovo ore 20 in via Maffei e cammino in preghiera. Ore 21 meditazione guidata da Mons. Marco Navoni.

- Nei venerdì di Quaresima invitiamo alla preghiera comunitaria: LODI – VESPRI – VIA CRUCIS (ore 8 – 9 – 18 – 19)

- Sabato 21 marzo avremo l’incontro di CATECHESI DEGLI ADULTI sul BEATO ROSARIO LIVATINO (v. volantino).

- Domenica 22 marzo avremo la FESTA del PAPA’ (v. locandina)

- Sabato e domenica prossimi faremo una vendita straordinaria per il PROGETTO di QUARESIMA: “Somalia – sostenere le madri, nutrire i bambini”. Chiediamo di portare qualche torta, sabato alle 16 in Oratorio

 

OFFERTE PER LA PARROCCHIA

È sempre possibile lasciare la propria offerta nell'apposita bussola in fondo alla chiesa o mediante bonifico sul conto corrente parrocchiale attraverso il seguente IBAN:

IT50K0503401693000000003568

PARROCCHIA SS. SILVESTRO E MARTINO
Banco BPM ag. 391 – Piazza Medaglie d'Oro, 1 – 20135 MILANO


In qualsiasi momento è possibile lasciare la propria offerta tramite mediante donazione con carta di credito utilizzando l'apposito pulsante o tramite satispay inquadrando il relativo qrcode.

    

 

 

 

DELPINI: IL PAPA HA ESPRESSO L’ORIENTAMENTO A NON ACCETTARE SUBITO LE MIE DIMISSIONI

Le parole dell’Arcivescovo sulla prosecuzione del suo ministero episcopale a Milano pronunciate in Duomo durante la celebrazione penitenziale per il clero diocesano. «Resto volentieri perché mi sento onorato e grato. Pronto a lasciare l’incarico quando sarà deciso».

È uscito il numero di MARZO 2026

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