5 APRILE
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5 APRILE

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DOMENICA DI PASQUA

Cari fratelli e sorelle, oggi la Parola di Dio ci conduce in un giardino. Non è un luogo di rumore o di potere, ma uno spazio silenzioso all’alba, pieno di lacrime, attesa e mistero. Nel Vangelo di Giovanni, Maria di Magdala sta fuori dal sepolcro e piange. Non comprende ancora ciò che è accaduto. È ancora buio, non solo nel cielo, ma anche nel suo cuore. Eppure, proprio questo giardino diventerà il luogo dove tutto cambia.

Questo non è il primo giardino nella storia di Gesù. C’è stato un altro giardino, quello di Getsemani. In quel giardino Gesù ha vissuto angoscia, paura e solitudine. È stata la notte della sofferenza e dell’abbandono alla volontà del Padre. Ma oggi, nel giardino della Risurrezione, vediamo un nuovo inizio. La notte lascia spazio all’alba, la paura si trasforma in amore, la morte si apre alla vita. Il giardino del Getsemani parla di lotta, mentre il giardino di Pasqua parla di speranza.

Nella prima lettura degli Atti degli Apostoli, i discepoli sono ancora confusi e incerti. Pensano al potere e alla restaurazione, ma Gesù li guida con dolcezza verso una verità più profonda. Sono chiamati a essere testimoni. Nella seconda lettura, San Paolo Apostolo ci ricorda che Cristo è morto, Cristo è risorto ed è apparso anche ai più piccoli. E tra i primi testimoni c’è Maria di Magdala, una donna delle periferie, scelta per portare il messaggio più grande.

La vita di Maria è un cammino dalla marginalità alla dignità. Rappresenta tante persone di ogni tempo che non vengono ascoltate, che sono giudicate o messe da parte. Eppure, il suo incontro con Gesù la trasforma. Egli non la definisce dal suo passato, ma la chiama per nome. In quel momento semplice e pieno di tenerezza, quando Gesù dice “Maria”, la sua vita cambia. Lei lo riconosce e risponde “Rabbunì”. Essere chiamata per nome le restituisce identità e libertà.

Il giardino di Pasqua ci dice che Dio chiama ciascuno di noi personalmente. La fede non è prima di tutto idee o regole, ma una relazione. Quando ascoltiamo il nostro nome pronunciato con amore, torniamo a vivere. Come Maria, passiamo dalla confusione al riconoscimento, dalla tristezza alla gioia.

Il giardino ci dice anche che chi è ai margini può diventare testimone. Maria arriva al sepolcro come una donna ferita dal dolore, ma ne esce come la prima annunciatrice della Risurrezione. Dal silenzio diventa voce, dalle lacrime nasce l’annuncio. Le viene affidata una missione. Questo ci ricorda che Dio sceglie spesso chi il mondo dimentica.

Un altro messaggio del giardino è che l’amore è più forte della morte. Maria va al sepolcro senza aspettarsi miracoli, ma semplicemente per prendersi cura. Il suo amore è fedele, discreto, perseverante. Ed è proprio lì, in questo gesto semplice, che incontra il Signore risorto. La Pasqua accade nei piccoli gesti di fedeltà, nel restare anche quando non capiamo.

Il giardino parla anche al nostro mondo di oggi, anche al nostro contesto italiano spesso segnato da tensioni, divisioni e tanto rumore. Il Risorto non alza la voce, parla con dolcezza. Chiama per nome. La pace nasce in un cuore che sa ascoltare. Maria diventa donna di pace perché il suo cuore è stato guarito. Diventa voce di vita in un mondo segnato dalla morte.

Come possiamo vivere anche noi questa esperienza pasquale come Maria di Magdala? Siamo invitati a rimanere, a non fuggire nei momenti di buio e di prova. Siamo invitati ad ascoltare, creando silenzio nel cuore per riconoscere la voce del Signore. Siamo invitati ad amare, attraverso piccoli gesti di cura, di perdono e di bontà che fanno fiorire il giardino della nostra vita. Maria di Magdala ci mostra che ogni vita può essere trasformata. Ha attraversato la notte e ha visto l’alba. È passata dal silenzio all’annuncio. Ci ricorda che la fede diventa vera quando è vissuta e condivisa. Le sue parole, “Ho visto il Signore”, diventano una chiamata anche per noi.

Oggi il giardino non è lontano. È qui, nei nostri cuori, nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità. La Pasqua ci invita a passare dal buio alla luce, dalla paura alla speranza, dal silenzio alla testimonianza. Il Signore è risorto e chiama ciascuno di noi per nome. Apriamo il cuore a questa voce e diventiamo testimoni della sua vita e della sua pace - Amen

don Titus

DOMENICA 19 APRILE

III DI PASQUA

LETTURE

At 19,1b-7 – Il battesimo di Giovanni a Efeso

dal Salmo 106 (107) – Noi siamo suo popolo e gregge del suo pascolo

Eb 9,11-15 – Il sangue di Cristo, mediatore di una nuova alleanza, ci purifica dalle opere di morte

Gv 1,29-34 – Giovanni addita Gesù come agnello di Dio


Grazie Papa Leone

Nelle scorse settimane abbiamo contemplato tutti le bellissime fotografie della terra, ripresa dallo spazio durante la missione Artemis. Pianeta di una bellezza abbagliante, meravigliosa creatura di un Dio che ha talmente amato l’umanità da creare questa perfezione, casa che esprime vita e bellezza, i cui confini non sono quelli tracciati dagli uomini sulle mappe, ma il cui confine è la vita che pulsa all'interno, fatta di legami ricchi di amore, creazione piena di varietà e di colori, all'interno del buio cosmico. Un pianeta in cui si manifesta la stupefacente fantasia del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, che hanno voluto comunicare anche a noi la loro intimità, cioè l'amore.

12 APRILE

II DOMENICA DI PASQUA

Carissimi fratelli e sorelle, il Signore Risorto oggi ci raduna ancora una volta attorno alla sua Parola e alla sua Mensa. In questa Domenica della Divina Misericordia, siamo invitati ad aprire il cuore per accogliere un dono grande: la pace e il perdono che nascono dal cuore trafitto di Cristo. Entriamo in questo mistero con semplicità, lasciandoci toccare dalla sua presenza viva.

Nella prima lettura, dagli Atti degli Apostoli, vediamo Pietro, un tempo impaurito e fragile, ora in piedi, coraggioso, davanti al popolo. Non parla più con timore, ma con la forza dello Spirito. È la trasformazione che la misericordia di Dio compie: da uomini chiusi e feriti, a testimoni liberi e audaci. La comunità nascente prega unita, riconoscendo che tutto viene da Dio. È una Chiesa che non si fonda sulla perfezione degli uomini, ma sulla fedeltà del Signore.

 

Dal 13 al 19 aprile 2026

CALENDARIO PARROCCHIALE

 

AVVISI

- Domenica 19 aprile, si tiene il RITIRO E LA S. MESSA PER I FIDANZATI che si stanno preparando al matrimonio. Gli ANIMATORI DELL’ORATORIO ESTIVO VIVONO LA LORO GIORNATA FORMATIVA. Inoltre è la GIORNATA DELL’UNIVERSITA’ CATTOLICA: “L’esperienza del sapere” 

- Vi invitiamo a visitare il mercatino “VIA MAFFEI SEGRETA”, in oratorio (al primo piano).

- Martedì 21 avremo la testimonianza di CATECHESI DEGLI ADULTI su TERESIO OLIVELLI Ribelle per amore” (ore 21 in oratorio - aula verde)

- Nel mese di maggio avremo il ROSARIO NEI CORTILI o CONDOMINI.

- Sabato 9 maggio: L’ARCIVESCOVO INCONTRA NONNI 

- Sabato 9 maggio nel pomeriggio: FESTA DELLA MAMMA 

- Domenica 17 maggio: celebreremo gli ANNIVERSARI DI MATRIMONIO

- La cifra finale della raccolta per il PROGETTO SOMALIA è di € 2.082,20

 

OFFERTE PER LA PARROCCHIA

È sempre possibile lasciare la propria offerta nell'apposita bussola in fondo alla chiesa o mediante bonifico sul conto corrente parrocchiale attraverso il seguente IBAN:

IT50K0503401693000000003568

PARROCCHIA SS. SILVESTRO E MARTINO
Banco BPM ag. 391 – Piazza Medaglie d'Oro, 1 – 20135 MILANO


In qualsiasi momento è possibile lasciare la propria offerta tramite mediante donazione con carta di credito utilizzando l'apposito pulsante o tramite satispay inquadrando il relativo qrcode.

    

 

 

 

DELPINI: IL PAPA HA ESPRESSO L’ORIENTAMENTO A NON ACCETTARE SUBITO LE MIE DIMISSIONI

Le parole dell’Arcivescovo sulla prosecuzione del suo ministero episcopale a Milano pronunciate in Duomo durante la celebrazione penitenziale per il clero diocesano. «Resto volentieri perché mi sento onorato e grato. Pronto a lasciare l’incarico quando sarà deciso».

È uscito il numero di APRILE 2026

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