5 LUGLIO
Featured

5 LUGLIO

5 LUGLIO

VI DOMENICA DOPO PENTECOSTE

Cari fratelli e sorelle, oggi desidero iniziare con una certezza che nasce dal Vangelo: noi siamo tutti benedetti da Dio. Gesù oggi guarda i suoi discepoli e dice: “Beati voi…”. Non dice prima: “Siate perfetti”, “Meritate la benedizione”, “Cambiate vita e poi vi benedirò”. No. Prima di tutto Gesù benedice. Anche oggi siamo qui, riuniti per l’Eucaristia. Anche questa è una benedizione. Spesso cerchiamo i segni straordinari di Dio, ma il Signore ci insegna a riconoscere le sue benedizioni nelle cose semplici: una famiglia che ci vuole bene, una persona che ci ascolta, la salute che ancora abbiamo, il pane quotidiano, la fede che ci sostiene. Chi impara a vedere queste piccole benedizioni scopre che Dio non smette mai di accompagnarlo.

Nella prima lettura Mosè chiede a Dio: “Mostrami la tua gloria”. E Dio gli rivela il suo volto non con la forza, ma con la misericordia: “Il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e fedeltà”. Anche noi, come Mosè, desideriamo vedere Dio. Ma Dio si lascia vedere soprattutto nella sua bontà. Tante volte pensiamo che la benedizione significhi assenza di problemi. Invece Mosè incontra Dio nel deserto, tra le fatiche del cammino. Questo ci insegna che la presenza di Dio non elimina sempre le difficoltà, ma ci dona la forza per attraversarle. Quando guardiamo la nostra vita con gli occhi della fede, scopriamo che il Signore era presente anche nei momenti più difficili.

San Paolo, nella seconda lettura, ci ricorda che siamo tutti collaboratori di Dio. Lui dice: “Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma è Dio che fa crescere”. Quante volte vorremmo vedere subito i risultati del nostro impegno! Un genitore educa un figlio, un insegnante forma gli studenti, un sacerdote annuncia il Vangelo, ma la crescita vera la dona Dio. Questo ci libera dall’ansia della perfezione. Papa Leone XIV, nell’enciclica Magnifica Humanitas, ricorda che nell’epoca dell’intelligenza artificiale rischiamo di inseguire un ideale di perfezione senza limiti. Ma il Papa ci invita a riscoprire la verità dell’uomo: “l’umanità fiorisce non nonostante i limiti, ma spesso proprio attraverso di essi”. E ancora ci ricorda che il vero “più che umano” non è la perfezione tecnica, ma la grazia di Dio che opera in noi. Le nostre fragilità non sono un ostacolo alla grazia; spesso diventano il luogo dove Dio ci raggiunge e ci trasforma.

Nel Vangelo Gesù ci dice perché siamo benedetti. Non per chiuderci nel nostro benessere, ma per diventare una benedizione per gli altri. Ecco allora le parole più impegnative: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, pregate per quelli che vi trattano male. Questo è il cuore del cristianesimo. In un mondo che divide, che giudica, che risponde al male con altro male, Gesù ci chiede di interrompere la catena dell’odio. Forse non possiamo cambiare il mondo intero, ma possiamo cambiare il clima della nostra famiglia, della nostra comunità, del nostro ambiente di lavoro. Una parola buona invece di una critica, un gesto di perdono invece del rancore, un aiuto dato senza aspettare nulla in cambio: così la benedizione ricevuta diventa benedizione donata.

Infine, Gesù oggi guarda in modo speciale i poveri, gli affamati, quelli che piangono, gli esclusi. Il mondo li considera spesso gli ultimi; Gesù li chiama beati. Questo ci invita a guardare attorno a noi con occhi diversi. Forse vicino a noi c’è qualcuno che soffre in silenzio, qualcuno che si sente solo, scoraggiato o dimenticato. Essere cristiani significa avvicinarci a queste persone e dire con la nostra presenza: “Dio non ti ha dimenticato”. Fratelli e sorelle, oggi dovremmo uscire da questa chiesa con una convinzione nel cuore: siamo benedetti perché Gesù ci benedice. Siamo amati perché Dio ci ama. E siamo inviati nel mondo per portare questa benedizione agli altri. Che la nostra vita diventi un segno della misericordia di Dio, affinché chi ci incontra possa sentire, attraverso di noi, la voce di Gesù che ancora oggi dice: “Beati voi!”

don Titus

12 LUGLIO

VII DOMENICA DOPO PENTECOSTE

Fratelli e sorelle carissimi, questa domenica la Parola di Dio ci accompagna in un viaggio. Nella prima lettura, il popolo d'Israele attraversa il fiume Giordano. Non è soltanto un passaggio geografico: è il passaggio dalla schiavitù alla libertà, dal deserto alla terra promessa. Dio chiede a Giosuè di raccogliere dodici pietre come memoriale, perché le generazioni future non dimentichino ciò che il Signore ha compiuto. Anche noi abbiamo i nostri passaggi del’ Giordano: momenti difficili, prove, cambiamenti, sofferenze. Se oggi siamo qui è perché Dio ci ha accompagnati lungo il cammino. Nella seconda lettura san Paolo ci ricorda che Dio è il Dio di tutti, dei Giudei e dei pagani. Nessuno è escluso dal suo amore. Non esistono privilegiati davanti a Dio: tutti siamo salvati nello stesso modo, mediante la fede in Gesù Cristo. Questa è la grande speranza del Vangelo: Dio apre la sua casa a tutti, ma ci invita ad entrarvi attraverso la porta che Lui stesso ci indica.

Dal 6 al 12 luglio 2026

OFFERTE PER LA PARROCCHIA

È sempre possibile lasciare la propria offerta nell'apposita bussola in fondo alla chiesa o mediante bonifico sul conto corrente parrocchiale attraverso il seguente IBAN:

IT50K0503401693000000003568

PARROCCHIA SS. SILVESTRO E MARTINO
Banco BPM ag. 391 – Piazza Medaglie d'Oro, 1 – 20135 MILANO


In qualsiasi momento è possibile lasciare la propria offerta tramite satispay inquadrando il relativo qrcode.

    

 

CALENDARIO PARROCCHIALE

 

IL VOLTO FELICE DI UNA CHIESA IN MISSIONE

In «Che allegria c’è? Di che godono tutti costoro?» l’Arcivescovo indica alla Diocesi «lo stile sinodale» quale modalità per «irradiare la gioia cristiana». Dal 23 giugno l’edizione di Centro ambrosiano in vendita nelle librerie e negli store online.

Maggiori dettagli su chiesadimilano.it

 

È uscito il numero di LUGLIO - AGOSTO 2026

Leggilo, acquistalo, abbonati anche on line!

 

 

Inserisci qui il tuo nome ed indirizzo e-mail per ricevere l'informatore PassaParola direttamente nella tua casella di posta elettronica.