DOMENICA 5 FEBBRAIO 2023

V DOPO L'EPIFANIA 

Dal Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente della CEI per la 45ª Giornata Nazionale per la Vita, sul tema

LA MORTE NON È MAI UNA SOLUZIONE

Il diffondersi di una “cultura di morte”

In questo nostro tempo, quando l’esistenza si fa complessa e impegnativa, quando sembra che la sfida sia insuperabile e il peso insopportabile, sempre più spesso si approda a una “soluzione” drammatica: dare la morte.

Siamo consapevoli che certe decisioni maturano in condizioni di solitudine, di carenza di cure, di paura dinanzi all’ignoto…

Quando un figlio non lo posso mantenere, non l’ho voluto, quando so che nascerà disabile o credo che limiterà la mia libertà o metterà a rischio la mia vita… la soluzione è spesso l’aborto.
Quando una malattia non la posso sopportare, quando rimango solo, quando perdo la speranza, quando vengono a mancare le cure palliative, quando non sopporto veder soffrire una persona cara… la via d’uscita può consistere nell’eutanasia o nel “suicidio assistito”.
Quando la relazione con il partner diventa difficile, perché non risponde alle mie aspettative… a volte l’esito è una violenza che arriva a uccidere chi si amava – o si credeva di amare –, sfogandosi persino sui piccoli e all’interno delle mura domestiche.
Quando il male di vivere si fa insostenibile e nessuno sembra bucare il muro della solitudine… si finisce non di rado col decidere di togliersi la vita.
Quando l’accoglienza e l’integrazione di chi fugge dalla guerra o dalla miseria comportano problemi economici, culturali e sociali… si preferisce abbandonare le persone al loro destino, condannandole di fatto a una morte ingiusta.
Quando si acuiscono le ragioni di conflitto tra i popoli… i potenti e i mercanti di morte ripropongono sempre più spesso la “soluzione” della guerra, scegliendo e propagandando il linguaggio devastante delle armi, funzionale soprattutto ai loro interessi.
Così, poco a poco, la “cultura di morte” si diffonde e ci contagia.

Per una “cultura di vita”

Il Signore crocifisso e risorto – ma anche la retta ragione – ci indica una strada diversa: dare non la morte ma la vita, generare e servire sempre la vita. Ci mostra come sia possibile coglierne il senso e il valore anche quando la sperimentiamo fragile, minacciata e faticosa. Ci aiuta ad accogliere la drammatica prepotenza della malattia e il lento venire della morte, schiudendo il mistero dell’origine e della fine. Ci insegna a condividere le stagioni difficili della sofferenza, della malattia devastante, delle gravidanze che mettono a soqquadro progetti ed equilibri, offrendo relazioni intrise di amore, rispetto, vicinanza, dialogo e servizio. Ci guida a lasciarsi sfidare dalla voglia di vivere dei bambini, dei disabili, degli anziani, dei malati, dei migranti e di tanti uomini e donne che chiedono soprattutto rispetto, dignità e accoglienza. Ci esorta a educare le nuove generazioni alla gratitudine per la vita ricevuta. Ci muove a rallegrarci per i tanti uomini e le donne, credenti di tutte le fedi e non credenti, che affrontano i problemi producendo vita, a volte pagando duramente di persona il loro impegno.

Ma poi, dare la morte funziona davvero?

D’altra parte, è doveroso chiedersi se il tentativo di risolvere i problemi eliminando le persone sia davvero efficace.
Siamo sicuri che la banalizzazione dell’interruzione volontaria di gravidanza elimini la ferita profonda che genera nell’animo di molte donne che vi hanno fatto ricorso? Donne che, in moltissimi casi, avrebbero potuto essere sostenute in una scelta diversa e non rimpianta, come del resto prevedrebbe la stessa legge 194 all’art.5. È questa la consapevolezza alla base di un disagio culturale e sociale che cresce in molti Paesi e che, al di là di indebite polarizzazioni ideologiche, alimenta un dibattito profondo volto al rinnovamento delle normative e al riconoscimento della preziosità di ogni vita, anche quando ancora celata agli occhi: l’esistenza di ciascuno resta unica e inestimabile in ogni sua fase.
Siamo sicuri che il suicidio assistito o l’eutanasia rispettino fino in fondo la libertà di chi li sceglie – spesso sfinito dalla carenza di cure e relazioni – e manifestino vero e responsabile affetto da parte di chi li accompagna a morire?
Siamo sicuri che la radice profonda dei femminicidi, della violenza sui bambini, dell’aggressività delle baby gang… non sia proprio questa cultura di crescente dissacrazione della vita?
Siamo sicuri che dietro il crescente fenomeno dei suicidi, anche giovanili, non ci sia l’idea che “la vita è mia e ne faccio quello che voglio?”
Siamo sicuri che la chiusura verso i migranti e i rifugiati e l’indifferenza per le cause che li muovono siano la strategia più efficace e dignitosa per gestire quella che non è più solo un’emergenza?
Siamo sicuri che la guerra, in Ucraina come nei Paesi dei tanti “conflitti dimenticati”, sia davvero capace di superare i motivi da cui nasce? «Mentre Dio porta avanti la sua creazione, la guerra distrugge. Distrugge anche ciò che Dio ha creato di più bello: l’essere umano. La guerra stravolge tutto, anche il legame tra i fratelli. La guerra è folle, il suo piano di sviluppo è la distruzione»

(Francesco, Omelia al sacrario di Redipuglia, 13 settembre 2014).

Rinnovare l’impegno

La Giornata per la vita rinnovi l’adesione dei cattolici al “Vangelo della vita”, l’impegno a smascherare la “cultura di morte”, la capacità di promuovere e sostenere azioni concrete a difesa della vita, mobilitando sempre maggiori energie e risorse. Rinvigorisca una carità che sappia farsi preghiera e azione: stile di vita coniugale, familiare, ecclesiale e sociale, capace di seminare bene, gioia e speranza anche quando si è circondati da ombre di morte.

Roma, 21 settembre 2022


 


CALENDARIO PARROCCHIALE

FEBBRAIO

DOM

5

V dopo l’Epifania

Giornata per la vita

8.30

10.30

18.00

S. Messa

S. Messa

S. Messa

LUN

6

V elementare

 

17.00

21.00

Incontro di catechismo

Gruppo Liturgico

MAR

7

III elementare

17.00

Incontro di catechismo

MER

8

 

21.00

Commissione Oratorio

GIO

9

IV elementare

 

17.00

20.45

Incontro di catechismo

Scuola della Parola (Angeli Custodi)

SAB

11

N.S. di Lourdes – Giornata mondiale del malato

18.00

S. Messa vigiliare e Preghiera per gli ammalati

DOM

12

VI dopo l’Epifania

(penultima)

 

8.30

10.30

18.00

S. Messa

S. Messa

S. Messa


AVVISI

  • Sabato 4 e domenica 5 febbraio, nella ricorrenza della GIORNATA PER LA VITA sul sagrato della chiesa verranno offerte primule per sostenere il CAV (Centro Aiuto alla Vita) della Clinica Mangiagalli. Un volantino in distribuzione presenta questa Istituzione nelle sue finalità e attività.
  • Lunedì 6 febbraio alle ore 21: Riunione del Gruppo Liturgico in sala consiliare di viale Lazio 19.
  • Mercoledì 8 febbraio alle ore 21: Riunione della Commissione Oratorio in via Maffei.
  • Giovedì 9 - 16 - 23 febbraio 2023 ore 20.45 presso la Parrocchia Angeli Custodi si terranno tre serate di SCUOLA DELLA PAROLA, organizzata dai Gruppi parrocchiali di Azione Cattolica, aperta a tutti. Maggiori dettagli sulle locandine esposte in bacheca.
  • Sabato prossimo 11 febbraio, memoria della Madonna di Lourdes, alla s. Messa delle ore 18 si farà una preghiera particolare per i nostri ammalati.
  • Domenica prossima 12 febbraio verranno messe a disposizione le buste per la raccolta di offerte per le spese straordinarie della Parrocchia.
  • Gli abbonati alla rivista IL SEGNO sono pregati di ritirare in fondo alla chiesa il numero di questo mese.