25 OTTOBRE
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25 OTTOBRE

25 OTTOBRE

GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE

Cari fratelli e sorelle, si racconta una storia molto bella di un sacerdote missionario inglese che viveva in un piccolo villaggio della Tanzania. Era l’unico uomo bianco in mezzo a quella comunità africana. Viveva con la gente, parlava la loro lingua, condivideva le loro gioie e le loro sofferenze. Un giorno arrivò nel villaggio un funzionario britannico. I bambini lo accolsero con canti, danze e tanta gioia. Quando il visitatore ripartì, corsero dal sacerdote e gli dissero entusiasti: «Padre, abbiamo visto un uomo bianco! Abbiamo visto un uomo bianco!». Il missionario, sorpreso, rispose: «Ma anch’io sono un uomo bianco! Anch’io sono uno straniero. Vivo qui con voi da tanti anni!». Un bambino lo guardò e disse con semplicità: «Ma tu non sei uno straniero. Tu sei Gesù. Tu sei nostro padre!».

Che bella testimonianza! Quel sacerdote non aveva soltanto parlato di Gesù. Aveva vissuto come Gesù. Non era più considerato uno straniero, perché era diventato uno di loro. Ecco la vera missione: vivere in modo tale che gli altri possano riconoscere Gesù attraverso di noi. Oggi, nella Giornata Missionaria Mondiale, la Chiesa ci ricorda proprio questo. Il tema scelto da Papa Leone XIV per quest’anno è: «Uno in Cristo, uniti nella missione». Non siamo cristiani soltanto per noi stessi. Abbiamo ricevuto la fede per viverla, condividerla e trasmetterla agli altri. Le tre letture di oggi ci indicano tre atteggiamenti fondamentali per essere missionari: aprire il cuore, testimoniare l’amore di Cristo e portare il Vangelo nel mondo di oggi.

Nella prima lettura, san Pietro annuncia una verità meravigliosa: «Dio non fa preferenza di persone». Dio non guarda la nostra nazionalità, il colore della nostra pelle, la nostra ricchezza o la nostra posizione sociale. Dio guarda il cuore. Pietro comprende che il Vangelo non appartiene a un solo popolo, ma è un dono per tutta l’umanità. Questo è il primo passo della missione: aprire il cuore, senza escludere nessuno. A volte pensiamo che essere missionari significhi andare in Africa, in Asia o in qualche Paese lontano. Ma forse la prima terra di missione è proprio la nostra famiglia. Forse c’è una persona con cui non parliamo da tanto tempo. Forse un vicino vive nella solitudine. Forse un giovane ha bisogno di qualcuno che lo ascolti. Non sempre dobbiamo attraversare il mare per essere missionari. A volte basta attraversare la strada. A volte basta attraversare la distanza che abbiamo creato nel nostro cuore. La missione comincia quando smettiamo di vedere gli altri come estranei e cominciamo a riconoscerli come fratelli e sorelle.

Nella seconda lettura, san Paolo dice: «Noi annunciamo Cristo crocifisso». Paolo non annuncia un Dio potente secondo i criteri del mondo. Annuncia un Dio che ama fino alla croce. La croce ci insegna che il vero amore non domina, ma serve. Non cerca applausi, ma dona se stesso. Non abbandona chi soffre, ma rimane accanto a lui. Cari fratelli e sorelle, viviamo in un mondo che ammira il successo, la ricchezza, la bellezza e il potere. Ma il cristiano è chiamato a mostrare un’altra grandezza: quella dell’amore, della misericordia e del servizio. Papa Leone XIV ci ricorda che, se l’unità è una condizione della missione, l’amore ne è l’essenza. Possiamo conoscere tante preghiere, partecipare a tante celebrazioni e parlare molto di Dio. Ma se manca l’amore, la nostra testimonianza perde forza. Il mondo non ha bisogno soltanto di persone che parlano di Gesù. Ha bisogno di persone che vivono come Gesù.

Nel Vangelo di oggi, Gesù risorto affida ai discepoli una grande missione: annunciare a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati. E aggiunge: «Di questo voi siete testimoni». Notiamo bene: Gesù non dice soltanto «Sarete predicatori», ma «Sarete testimoni». Un testimone non ripete semplicemente ciò che ha sentito. Racconta ciò che ha vissuto. La missione cristiana nasce dall’incontro personale con Cristo e diventa una testimonianza concreta nella vita quotidiana.

Oggi questa missione assume una nuova responsabilità, perché viviamo nel mondo digitale, nel tempo dell’intelligenza artificiale. Con un telefono possiamo comunicare con persone che vivono dall’altra parte del mondo. Con l’intelligenza artificiale possiamo trovare informazioni, tradurre lingue, preparare testi e creare immagini in pochi secondi. Sono strumenti che possono aiutarci a fare molto bene. Ma ricordiamo una cosa: la tecnologia può trasmettere un messaggio, ma non può sostituire un cuore che ama. L’intelligenza artificiale può aiutarci a scrivere una preghiera, ma non può pregare al nostro posto. Può suggerirci parole di consolazione, ma non può sostituire la nostra presenza accanto a una persona che soffre.

E allora, come possiamo essere missionari nel mondo dell’intelligenza artificiale? Prima di tutto, condividiamo la speranza, non la paura. Prima di inoltrare un messaggio su WhatsApp o sui social, domandiamoci: è vero? È utile? Porta pace oppure crea divisione? Un cristiano non deve diffondere notizie false o parole che feriscono. In secondo luogo, usiamo la tecnologia per avvicinare le persone. Un messaggio a qualcuno che è lontano, una telefonata a un anziano, una parola di incoraggiamento a chi sta attraversando un momento difficile possono diventare piccoli gesti missionari.

Inoltre, non sostituiamo mai le relazioni umane con gli schermi. Possiamo avere centinaia di contatti sul telefono e sentirci profondamente soli. A volte il gesto più missionario è mettere da parte il cellulare e ascoltare veramente la persona che abbiamo davanti. Infine, rendiamo visibile Gesù anche online. Prima di pubblicare un commento, chiediamoci: se Gesù leggesse queste parole, riconoscerebbe in esse il suo amore? Usiamo il mondo digitale per costruire ponti, non per innalzare muri. Non basta essere sempre connessi a Internet. Dobbiamo rimanere connessi a Cristo e gli uni agli altri. Una tecnologia più intelligente non rende automaticamente il mondo più umano. È il nostro amore che può renderlo più umano.

Cari fratelli e sorelle, quest’anno celebriamo anche il centenario della Giornata Missionaria Mondiale, istituita nel 1926 da Papa Pio XI. Sono cento anni di preghiera, generosità, sacrificio e testimonianza. Pensiamo ai tanti missionari e missionarie che hanno lasciato la propria terra per annunciare il Vangelo, educare i bambini, curare gli ammalati, aiutare i poveri e condividere la vita delle comunità. Anche noi possiamo partecipare alla loro missione attraverso la preghiera, la solidarietà e il nostro contributo concreto. Non tutti possiamo partire per una terra lontana, ma tutti possiamo sostenere chi parte.

E soprattutto, tutti possiamo essere missionari là dove viviamo. Un genitore è missionario quando insegna al figlio a perdonare. Un giovane è missionario quando difende un compagno escluso. Un lavoratore è missionario quando agisce con onestà. Un anziano è missionario quando offre la sua preghiera per gli altri. La missione non comincia quando arriviamo lontano. Comincia quando lasciamo entrare Gesù nella nostra vita.

Cari fratelli e sorelle, torniamo alla storia del missionario in Tanzania. Quel bambino non vedeva più un uomo straniero. Vedeva Gesù attraverso la vita del sacerdote. Questa è la domanda che vorrei lasciare oggi a ciascuno di noi: quando le persone incontrano me, che cosa vedono? Vedono soltanto una persona religiosa? Oppure riescono a riconoscere qualcosa dell’amore di Gesù? In questa Giornata Missionaria Mondiale, chiediamo al Signore tre grazie: un cuore aperto, che sappia accogliere tutti; mani generose, che sappiano servire chi ha bisogno; e una vita luminosa, che sappia testimoniare Gesù, anche nel mondo digitale. Entriamo in chiesa per incontrare Cristo. Usciamo dalla chiesa per portare Cristo. E possa qualcuno, incontrandoci, non dire soltanto: «È una brava persona», ma riconoscere in noi qualcosa di più bello: «Attraverso questa persona, oggi ho incontrato Gesù». Amen

don Titus

DOMENICA 25 OTTOBRE

I DOMENICA DOPO LA DEDICAZIONE DEL DUOMO

GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE 

LETTURE

At 10,34-48a – La chiamata dei pagani alla salvezza

dal Salmo 95 (96) – Annunciate a tutti i popoli le opere di Dio

1Cor 1,17b-24 – Annunciamo Cristo crocifisso: scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani

Lc 24,44-49a – Nel nome di Cristo saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati


Chiese sorelle

La presenza del Card. Zenari oggi, tra noi, ci permette di comprendere meglio il significato della Giornata Missionaria Mondiale e soprattutto un aspetto profondo della missione che, nelle nostre parrocchie,  rischia di sfuggire.

La splendida storia di sostegno allo sviluppo di molti popoli è una luce abbagliante e ancora oggi la figura di chi parte per la missione è accompagnata da grande stima e riconoscimento evangelico. Questa finalità caritativa non va trascurata, ma come per Gesù i miracoli erano segno per annunciare una Parola che veniva dal Cielo, così per i missionari la passione profonda è quella di annunciare il Signore, vero tesoro per chiunque e Parola che porta salvezza in qualunque situazione.

18 OTTOBRE

DOMENICA DELLA DEDICAZIONE DEL DUOMO DI MILANO

1. Una casa dove tornare

Cari fratelli e sorelle, pensiamo alla nostra vita di ogni giorno: al tram affollato del mattino, al lavoro che ci stanca, alle famiglie che corrono tra mille impegni, agli anziani che aspettano una visita, ai giovani che cercano una strada. Milano è una città che cammina in fretta. Ma anche chi corre ha bisogno di una casa dove fermarsi, di una voce che lo chiami per nome, di una porta che rimanga aperta. Oggi celebriamo la Dedicazione del Duomo, la nostra Chiesa madre. Le sue guglie sembrano mani alzate verso il cielo; eppure il suo messaggio è profondamente terreno: «Non sei solo».

 

dal 19 al 25 ottobre  

 

CALENDARIO PARROCCHIALE

 

AVVISI

OGGI celebriamo la GIORNATA MISSIONARIA. Alla S. Messa delle ore 10,30 celebra con noi il CARD. MARIO ZENARI, già Nunzio Apostolico in Siria per molto anni. Dopo la S. Messa delle ore 10,30 sarà possibile incontrarlo per ascoltare la sua testimonianza.

In fondo alla Chiesa è allestito un banco vendita: le offerte raccolte saranno desinate alla Siria, secondo i progetti dell’Associazione “Pro Terra Sancta”, legata al Cord. Pizzaballa e ai francescani (vedi foglio illustrativo).

Lunedì 26 ottobre alle ore 21 si terrà il CONSIGLIO PASTORALE 

Da lunedì 26 a venerdì 30 ottobre ci saranno le ISCRIZIONI AL CATECHISMO DI 2° ELEMENTARE.

Domenica 8 novembre, alla S. Messa delle ore 10.30, festeggeremo il 60° di don FRANCO OCELLO (per il regalo è possibile mettere una busta con il suo nome nelle cassette delle offerte o portare in ufficio parrocchiale (o un bonifico).

KAIRE DI AVVENTO

VERSO IL NATALE, IN PREGHIERA CON I SANTI

Torna dal 15 novembre al 23 dicembre il "Kaire di Avvento", il breve appuntamento quotidiano di preghiera con l’Arcivescovo. Il tema di quest’anno, "Verso il Natale, in preghiera con i Santi",  guiderà le meditazioni attraverso le preghiere e gli scritti spirituali di figure come Francesco d’Assisi, Armida Barelli, Charles de Foucauld e Ambrogio.

Le meditazioni saranno disponibili dalle 7 del mattino su chiesadimilano.it. Saranno inoltre trasmesse su Radio Marconi alle 20.20 e su Telenova (canale 18) alle 19.55.

maggiori dettagli su chiesasimilano.it

OFFERTE PER LA PARROCCHIA

È sempre possibile lasciare la propria offerta nell'apposita bussola in fondo alla chiesa o mediante bonifico sul conto corrente parrocchiale attraverso il seguente IBAN:

IT50K0503401693000000003568

PARROCCHIA SS. SILVESTRO E MARTINO
Banco BPM ag. 391 – Piazza Medaglie d'Oro, 1 – 20135 MILANO


In qualsiasi momento è possibile lasciare la propria offerta tramite satispay inquadrando il relativo qrcode.

    

 

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