DOMENICA 4 OTTOBRE
VI dopo il Martirio di san Giovanni Battista
(San Francesco d'Assisi)
LETTURE
Gb 1,13-21 – Il Signore ha dato, il Signore ha tolto
dal Salmo 16 (17) – Volgiti a me, Signore: ascolta la mia preghiera
2 Tm 2,6-15 – Sii come un lavoratore che non deve vergognarsi
Lc 17,7-10 – Dite: “siamo servi inutili”
Perché sia grande il tuo nome
(50° di Ordinazione sacerdotale di don Carlo Faccendini)
Il motto scelto dai giovani preti dell’anno 1976, ci permette di entrare, almeno un po’, nel cuore del giovane Carlo che, a 24 (!) anni, ha scelto di dedicare tutto il suo futuro a un ideale così alto e affascinante: dedicare la vita a Dio, perché molti potessero sperimentare la gioia del Vangelo. Niente altro.
In questo affidamento di Carlo vediamo il segreto che abbiamo ben conosciuto negli anni regalati a noi: il Vangelo si è specchiato nel suo ministero e noi ne abbiamo goduto il profumo, ancora oggi ne gustiamo la bellezza.
Il Vangelo, infatti, propone ideali altissimi e quasi inaccessibili (“seguimi”, “Padre perdonali”, “siate perfetti come è perfetto il Padre vostro”, “sia fatta la tua volontà” …) ma nello stesso tempo invita a rimanere con i piedi ben piantati per terra, per vivere in questo mondo e con questi fratelli, senza diventare persone schizofreniche, ma capaci di amare profondamente Dio e gli altri nel quotidiano.
Alla luce di questo ideale, ci accorgiamo di aver incontrato un pastore del quale ricordiamo il cuore più delle prediche, lo sguardo che ha donato vita e ha costruito legami fraterni più che il manager. La concretezza della vita offerta tra noi da don Carlo ci ha trasmesso quanto sia grande il nome di Dio ed il suo amore: io mi accorgo bene di quanti semi splendidi di Comunità cristiana abbia lasciato nel cuore di molti, semi che ancora oggi vedo germogliare in modo meraviglioso.
Mentre festeggiamo i suoi cinquant’anni dedicati a Dio e alla Chiesa mi domando quale sia il segreto del mistero custodito nel sacerdozio di don Carlo e mi sembra di intuire tre risposte:
grandi radici e chioma che guarda il cielo, già presenti nel giovane 24enne grazie alla sua famiglia e ai suoi anni giovanili
umanità calda e occhi capaci di guardare il cuore delle persone, nessuna esclusa
Saggezza nel custodire quella “bolla” di intimità con il Signore, espressi nel suo motto sacerdotale. Bolla che gli ha permesso di svolgere i gesti quotidiani del suo ministero “all’interno” del mistero della consacrazione e non piuttosto considerando i giorni della vita come proprietà privata, da dedicare (talvolta) al servizio di Dio e della Chiesa.
L’ideale di quel giovane 24enne è stata utopia? No, oggi vediamo bene che è stata chiave della gioia. Sua è nostra.
don Gianluigi
CALENDARIO PARROCCHIALE
4 - 11 OTTOBRE
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DOM |
4 |
VI dopo il martirio di Giovanni Battista Festa per il 50° di ordinazione di don Carlo |
8.30 10.30 18.00 |
S. Messa S. Messa (don Carlo) S. Messa |
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LUN |
5 |
Festa di S. Francesco d’Assisi |
8.00 18.00 |
S. Messa S. Messa |
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MAR |
6 |
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MER |
7 |
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GIO |
8 |
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VEN |
9 |
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18.30 |
Lectio biblica |
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SAB |
10 |
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18.00 |
S. Messa vigiliare |
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DOM |
11 |
VII dopo il martirio di Giovanni Battista |
8.30 10.30 18.00 |
S. Messa S. Messa S. Messa |
AVVISI
OGGI, alla S. Messa delle ore 10,30, festeggiamo il 50° di don CARLO FACCENDINI (il regalo che gli viene offerto è un soggiorno sulle dolomiti. Grazie a tutti per la generosità)
Alle porte della Chiesa trovate il “vino dell’Abate”, ricordo di questa festa
Domenica 11 ottobre proponiamo la “CENA della LEGALITA’” (in salone). Avremo con noi una mamma di una vittima di mafia, testimone di giustizia (per informazioni chiedere a don Gianluigi).
Sabato 17 ottobre, alla S. Messa delle ore 18, celebreremo la S. CRESIMA dei nostri ragazzi (presiederà don Carlo Faccendini)
Domenica 8 novembre, alla S. Messa delle ore 10,30, festeggeremo il 60’° di don FRANCO OCELLO
Nei giorni 7-14 ottobre il Papa incontrerà i Presidenti delle Conferenze Episcopali di tutto il mondo ed i Capi delle Chiese Orientali per una importante riflessione su “A DIECI ANNI DA AMORIS LAETITIA: ANNUNCIARE IL VANGELO CON LE FAMIGLIE OGGI” (v. sotto)
Invitiamo tutti a pregare.

A DIECI ANNI DA AMORIS LAETITIA:
ANNUNCIARE IL VANGELO CON LE FAMIGLIE OGGI
(dalla conferenza stampa di presentazione)
Intervento di P. Giacomo Costa, S.I. (segreteria generale del Sinodo)
Vorrei soffermarmi brevemente sul metodo dell’Incontro, ricordando che il metodo è strettamente legato al suo obiettivo.
Possiamo considerare questo Incontro, in qualche modo, come una sorta di assemblea di valutazione. È un’espressione che stiamo utilizzando nella fase attuativa del Sinodo 2021-2024. Un processo sinodale, infatti, non si conclude con l’approvazione di un Documento. Un Documento non è il punto di arrivo: deve entrare nella vita della Chiesa e lasciarsi mettere alla prova dall’esperienza. Le Chiese sono chiamate a tradurne gli orientamenti nei diversi contesti, a sperimentare percorsi, a verificarne i frutti e le difficoltà e poi a tornare insieme su quanto vissuto. Valutare, in questa prospettiva, non significa formulare un giudizio sul testo, per esaltarlo o criticarlo, ma imparare dall’esperienza maturata dopo la sua pubblicazione, per riconoscere dove lo Spirito sta conducendo la Chiesa e quali nuovi passi chiede di compiere. È questa la logica delle Assemblee di valutazione previste nel percorso di attuazione del Sinodo fino al 2028. Ma è anche uno stile che si sta diffondendo nella vita della Chiesa a tutti i livelli: negli organismi della Santa Sede, nelle Conferenze Episcopali e in molte altre assemblee ecclesiali. Incontrarsi, ascoltare l’esperienza, rileggerla insieme e riconoscere i passi successivi sta diventando sempre più un modo ordinario di procedere.
A dieci anni dalla pubblicazione di Amoris laetitia, intendiamo fare qualcosa di analogo, naturalmente nella forma specifica di questo Incontro. Non si tratta anzitutto di commentare nuovamente l’Esortazione, ma di rileggere una storia: ciò che Amoris laetitia ha messo in moto nella vita delle Chiese e delle famiglie, ciò che abbiamo imparato, le difficoltà incontrate, le nuove domande emerse. Raccontare questa storia è già un modo di comprenderla: nella narrazione emergono trasformazioni, frutti e domande che una semplice verifica dell’applicazione del testo rischierebbe di non vedere. Dieci anni dopo, la domanda non è che cosa dice Amoris laetitia, ma che cosa abbiamo imparato cercando di viverla. L’obiettivo indicato da Papa Leone XIV è procedere, nell’ascolto reciproco, a un discernimento sinodale sui passi da compiere oggi per annunciare il Vangelo con le famiglie.







